Il Programma statistico nazionale (PSN)

Il Programma statistico nazionale (PSN)

Il Programma statistico nazionale (Psn) è l'atto normativo che, in base all'art. 13 del d.lgs. n. 322 del 1989 e successive integrazioni, stabilisce le rilevazioni statistiche di interesse pubblico affidate al Sistema statistico nazionale e i relativi obiettivi informativi.

I lavori inseriti nel Psn sono classificati in cinque differenti tipologie: Statistiche da indagine (Sdi), Statistiche da fonti amministrative organizzate (Sda); Statistiche derivate o rielaborazioni (Sde); Sistema informativo statistico (Sis) e Studio Progettuale (Stu).

Le linee di indirizzo del Psn sono definite dal Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica (Comstat) all'inizio di ogni triennio; la sua predisposizione è affidata all'Istat che si avvale per tale attività dei Circoli di qualità e della Commissione degli utenti dell'informazione statistica (Cuis).

L’accesso alle schede avviene attraverso il Psn online, applicativo per la raccolta, consultazione e gestione delle informazioni relative ai lavori del Programma statistico nazionale, del Piano di attuazione e dello Stato di attuazione.

I titolari di lavori del Psn accedono all'applicativo tramite login e password personalizzata. 

La procedura di formalizzazione del Psn presenta un iter che in parte è sviluppato nell'ambito dell'Istat, in parte coinvolge soggetti esterni all'Istituto.

Il Programma, dopo essere stato deliberato dal Comstat, è sottoposto ai pareri della Commissione per la garanzia della qualità dell'informazione statistica e della Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali (di cui agli artt. 8-9 del d.lgs. 28 agosto 1997, n.281), sentito il Garante per la protezione dei dati personali, ed è approvato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Cipe.

Nel Programma statistico nazionale sono riportate alcune indicazioni sul trattamento dei dati personali, sensibili e/o giudiziari (d.lgs. n.196 del 2003 e successive modificazioni, cfr. paragrafo 12 del Codice della Statistica Ufficiale). La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Programma assolve alla funzione di informativa per i soggetti interessati, in conformità con quanto previsto dall'art. 6, comma 2, del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali a scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati nell'ambito del Sistema statistico nazionale. Per i dati sensibili e/o  giudiziari, l'inserimento dei lavori nel Psn assolve anche alla funzione di autorizzazione al trattamento.

Attualmente sono in vigore il Psn 2014-2016 e il Psn 2014-2016. Aggiornamento 2015-2016. Il Psn 2014-2016. Aggiornamento 2016 è in via di formalizzazione. 

La programmazione è a triennio fisso. Per ogni ciclo è prevista una programmazione triennale e due aggiornamenti, il primo dei quali relativo agli ultimi due anni del triennio, il secondo all'ultimo anno. Gli aggiornamenti annuali sono predisposti e approvati con la medesima procedura del triennio. Gli aggiornamenti consentono, sulla base delle valutazioni dei titolari dei lavori, condivise e valutate all'interno dei Circoli di qualità, di:

1. inserire eventuali nuovi lavori

2. modificare le informazioni relative ai lavori già previsti

3. cancellare o accorpare lavori previsti in precedenza.

Il processo della programmazione prevede l'affiancamento al Psn di due ulteriori strumenti di pianificazione e monitoraggio:

  • Piano di attuazione (Pda) che è predisposto annualmente ai sensi dell'art. 22, comma 2, del d.lgs. n. 322 del 1989 e deliberato dal Consiglio dell'Istat entro il 30 aprile di ogni anno. Nel Pda sono definiti i lavori statistici da realizzare nel primo anno del triennio o nel primo anno del periodo cui si riferisce l'aggiornamento. Sono evidenziati: i lavori soppressi o rinviati o quelli che, previsti per gli anni successivi, sono anticipati al primo anno.
  • Stato di attuazione del Programma statistico nazionale (Sda) che è predisposto annualmente secondo quanto stabilito dall'art. 24, comma 1 del d.lgs. n. 322 del 1989. Esso rappresenta il momento di verifica della realizzazione dei lavori pianificati nel Pda ed è parte integrante della Relazione al Parlamento. Viene predisposto entro il 31 maggio di ogni anno.

La disciplina dell'obbligo statistico e le indagini sanzionabili

L'obbligo di fornire dati statistici per i lavori previsti dal Programma statistico nazionale è previsto nell'art. 7 del d.lgs n. 322 del 1989.

L'obbligo riguarda tutte le amministrazioni, enti e organismi pubblici.

All'obbligo sono sottoposti anche i soggetti privati limitatamente alle rilevazioni previste nel Psn e inserite in un elenco che l'Istat è tenuto a predisporre annualmente.

Nell'art. 7 del d.lgs. n. 322 del 1989 si prevede inoltre che sia annualmente definita anche la tipologia dei dati la cui mancata fornitura configura violazione dell'obbligo ivi sancito. L'inosservanza dell'obbligo di fornire i dati richiesti, cui la legge equipara la fornitura scientemente errata o incompleta, è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria. I proventi delle sanzioni amministrative confluiscono in apposito capitolo di bilancio dell'Istat e sono destinati alla copertura degli oneri per le rilevazioni previste dallo stesso Psn.

La Legge n. 125/2013 (conversione in legge del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 - G.U.  Serie Generale n. 255 del 30.10.2013) ha apportato modifiche ai contenuti del Programma e al suo iter di approvazione, comportando l'adozione di un unico Decreto nel quale siano inseriti:

- il Psn, con cui sono altresì individuate le variabili che possono essere diffuse in forma disaggregata, ove ciò riulti necessario per soddisfare particolari esigenze conoscitive anche di carattere internazionale o europeo;

- l'elenco delle rilevazioni comprese nel Psn rispetto alle quali sussiste l'obbligo di risposta di cui all'art. 7 del d.lgs. n. 322/1989;

- la definizione dei criteri da utilizzare per individuare, ai fini dell'accertamento delle violazioni di cui all'art. 11, comma 2, del d.lgs. n. 322/1989, le unità di rilevazione la cui mancata risposta comporta l'applicazione della sanzione di cui all'art 7 del medesimo decreto.

 

A supporto dei titolari il Comstat ha provveduto a definire alcuni principi e criteri generali per la selezione delle indagini e dei dati la cui mancata fornitura è oggetto di sanzione.

 

A seguito della conversione in euro, gli importi delle sanzioni di cui all'art. 11 del d.lgs. n. 322 del 1989 sono:

  • dalla misura minima pari a euro 206, 00 alla massima pari a euro 2.065,00 per violazioni commesse da persone fisiche
  • dalla misura minima pari a euro 516, 00 alla massima pari a euro 5.164,00 per violazioni commesse da enti e società.