Le dinamiche occupazionali a Lucca, Massa-Carrara e Pisa
La Cciaa Toscana Nord Ovest pubblica i dati relativi a giugno 2026
L’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio Toscana Nord-Ovest pubblica un report sulla domanda di lavoro a giugno 2026.
Nel mese di giugno 2026 le imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono complessivamente 11.290 assunzioni, registrando una flessione del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Ammonta a 5.500 unità il numero di assunzioni previste dalle imprese lucchesi per il mese di giugno: 300 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-5%). Ad aumentare è invece la difficoltà di reperimento percepita dalle imprese, che arriva a interessare il 38% degli ingressi (+2 pp. rispetto a giugno 2025). Guardando alle cause, il mismatch resta principalmente attribuito alla mancanza di candidati (24%) e all’inadeguatezza nella loro preparazione (9%). La distribuzione delle entrate previste tra i vari settori economici si mostra fortemente sbilanciata verso il terziario, che assorbe il 78% della domanda mensile (4.290 unità). Il 21% delle assunzioni (1.130 unità) sono destinate all’industria, mentre l’agricoltura copre una quota marginale di nuovi inserimenti, pari a circa l’1% (80 unità). Nell’ambito dei servizi, la domanda risulta trainata dal comparto del turismo (alloggio e ristorazione), che richiede 1.990 inserimenti, e dalle imprese che erogano servizi alle persone, che dichiarano 1.110 assunzioni.
Confrontando i dati con quelli relativi a giugno 2025 emerge come il calo osservato nella domanda complessiva (-300 unità) sia interamente attribuibile al settore dei servizi (-360 unità; -8%), che mostra una riduzione in tutte le sue componenti: -15% della domanda nel commercio, -5% nel turismo (alloggio e ristorazione) e nei servizi alle imprese e -12% nei servizi alle persone.
Diminuisce la domanda di lavoro delle imprese di Massa-Carrara per il mese di giugno, che perde 240 nuovi inserimenti rispetto a dodici mesi fa (-11%), fermandosi a quota 2.040 assunzioni previste. Nonostante la riduzione del fabbisogno occupazionale, le imprese continuano ad avvertire una significativa difficoltà di reperimento, che, anzi, presenta una crescita di due punti percentuali, raggiungendo la soglia del 44% delle entrate in programma. Il mismatch è in prevalenza imputabile alla mancanza di candidati (29%), mentre la preparazione inadeguata è ritenuta sussistere per il 12% delle assunzioni. Il terziario assorbe il 74% della domanda mensile (1.510 unità), l’industria il 24% (500 unità) e l’agricoltura il restante 2% (40 unità). Crescono le opportunità lavorative offerte dal comparto industriale (+6%) grazie alla buona performance conseguita dall’industria manifatturiera e dalle public utilities (+10%), mentre restano invariate le assunzioni previste nell’ambito delle costruzioni. Anche l’agricoltura prevede un incremento delle assunzioni di 10 unità rispetto allo scorso anno. Le imprese operanti nei servizi presentano invece una marcata flessione, perdendo 270 unità (-15%) e ridimensionando il proprio peso nella domanda complessiva (dal 78% di giugno 2025 al 74% attuale) a vantaggio degli altri settori.
Con 3.750 lavoratori previsti in entrata per il mese di giugno, si mantiene sostanzialmente invariata la capacità assunzionale delle imprese pisane: l’1% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-40 unità). In netto miglioramento la difficoltà di reperimento, che scende al 44%, con una riduzione di 7 punti percentuali su base annua. In particolare, si attenua la mancanza di candidati riscontrata dalle imprese (24% delle assunzioni, -8pp.), mentre aumenta lievemente il mismatch dovuto alla preparazione inadeguata (16%, +1%). Il quadro settoriale si presenta in linea con quello relativo a giugno dell’anno scorso: il 4% della domanda è assorbita dal settore primario, il 27% dall’industria e il restante 69% dai servizi. L’industria, in particolare, registra lo stesso numero di assunzioni di dodici mesi fa: 990 di cui 700 nel manifatturiero e nelle public utilities, 290 nelle costruzioni.
Il terziario presenta invece una variazione negativa (-4%), interamente imputabile al calo di assunzioni dichiarato dalle imprese operanti nel settore dei servizi alle imprese (-100 unità; -14%). Molto più contenute le flessioni previste nei comparti del commercio (-2%) e del turismo (alloggio e ristorazione) (-3%) che, con l’avvento della stagione estiva, richiede comunque 980 lavoratori, rappresentando il 26% della domanda complessiva. Da sottolineare la performance positiva conseguita dall’agricoltura che, pur continuando a rappresentare una componente ampiamente minoritaria della domanda (circa il 4%), acquista 60 assunzioni aggiuntive, corrispondenti a un incremento del 60%.
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