Mobilità sostenibile in Trentino

17.06.2026

L’Ispat presenta un’analisi su dinamiche e abitudini di spostamento nell’anno 2024

Il nuovo report predisposto dall’Ispat presenta un’analisi sulla fruizione dei mezzi di trasporto da parte della popolazione trentina per raggiungere il luogo di lavoro o di studio. Le informazioni presentate nel report sono raccolte annualmente tramite l’indagine Istat Multiscopo: Aspetti della vita quotidiana.

Nel 2024 quasi 330 mila residenti in provincia di Trento si sono spostati quotidianamente per raggiungere il luogo di lavoro o di studio, di cui il 54,3% uomini e il 45,7% donne. Il 24,4% dei pendolari utilizza uno o più mezzi pubblici, valore superiore a quello nazionale e in crescita nel lungo periodo. Il trasporto pubblico svolge un ruolo rilevante negli spostamenti degli studenti (50,1%), e risulta in aumento. Tra gli occupati che utilizzano un mezzo di trasporto, invece, l’impiego di mezzi privati rimane la modalità prevalente (78,2%), in particolare l’automobile (come conducenti o con forme di car pooling).

La quota maggiore della popolazione trentina che si sposta per motivi di lavoro o per recarsi a scuola/università esce di casa prima delle 8 del mattino (54,6%). La fascia tra le 8 e le 9, caratterizzata da orari più flessibili o legati ad esigenze familiari, interessa il 12,9% della popolazione; le uscite dopo le 9 rappresentano una quota contenuta (2,9%). L’analisi di genere evidenzia una prevalenza maschile nelle uscite prima delle 8 (60,2% contro il 47,9% femminile).

I dati relativi agli spostamenti casa-scuola e casa-università per bambini e studenti fino a 34 anni mostrano come il 24,3% degli studenti trentini si sposti a piedi, un valore superiore a quello del Nord-est ma inferiore alla media dell’Alto Adige e a quella italiana. Nel 2024 il trasporto pubblico locale in Trentino ha svolto un ruolo rilevante negli spostamenti degli studenti, con il 27,9% che ha utilizzato l’autobus, valore superiore sia alla media nazionale (12%) sia a quella del Nord-est (18,5%). L’utilizzo del treno risulta anch’esso significativo (8,9%), collocandosi al di sopra della media italiana (6,1%) e in linea con l’Alto Adige (9,6%).

I dati relativi agli occupati di 15 anni e più che escono di casa abitualmente per recarsi al lavoro evidenziano una diffusione della mobilità pedonale superiore alla media nazionale e a quella del Nord-est. In Trentino, il 16,3% degli occupati si sposta a piedi, a fronte del 12% registrato a livello nazionale e del 10,6% del Nord-est. I tempi di percorrenza casa-lavoro risultano generalmente contenuti: quasi la metà degli occupati (45,2%) impiega meno di 15 minuti per raggiungere il luogo di lavoro, mentre solo il 12,5% impiega più di mezz’ora per lo spostamento.

L’analisi del rapporto tra residenti in Trentino pendolari in entrata e in uscita nei comuni trentini restituisce un quadro influenzato da un lato dalla struttura territoriale e dall’altro dalle caratteristiche economiche locali e dalla presenza di poli occupazionali di attrazione. I centri di maggiore attrazione per i lavoratori sono Trento, con poco più di quattro lavoratori in entrata per ogni lavoratore in uscita, seguito da Tione di Trento e da Andalo (con un rapporto di circa 3,5 lavoratori in ingresso per ogni lavoratore in uscita), Pinzolo (3,2), Cles (2,9) e Canazei (2,5). Sono aree dove si concentrano funzioni amministrative, servizi pubblici, attività produttive e turistiche che richiamano forza lavoro dai comuni circostanti.

Categorie: Diffusioni di nuovi dati | Servizi | Trento | Provincia autonoma di Trento

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