La domanda di lavoro a Lucca, Massa-Carrara e Pisa
La Cciaa Toscana Nord Ovest diffonde i dati relativi a maggio 2026
L’Istituto studi e ricerche e la Cciaa Toscana Nord-Ovest presentano una nota sull’occupazione a Lucca, Massa-Carrara e Pisa a maggio 2026..
Nel mese di maggio 2026 le imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono complessivamente 9.600 assunzioni, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione interessa soprattutto il comparto dei servizi e, in particolare, il turismo, dopo la crescita registrata nel 2025.
Le assunzioni programmate dalle imprese lucchesi per il mese di maggio 2026 si attestano a quota 4.450: circa il 7% in meno rispetto a un anno fa, quando erano pari a 4.760. Il mismatch tra la domanda e l’offerta di lavoro, pur rimanendo elevato, mostra invece un sensibile miglioramento, scendendo al 40% delle assunzioni previste a fronte del 46% di maggio 2025. Nella maggior parte dei casi la difficoltà percepita dalle imprese nel reperimento del personale resta da queste imputata alla mancanza di candidati, dichiarata per il 26% delle assunzioni programmate. Lo stesso dato dodici mesi fa era pari al 31%. Si mantiene sostanzialmente invariato, con una riduzione di un solo punto percentuale, il disallineamento dovuto alla preparazione inadeguata dei candidati, segnalata nel 12% delle assunzioni previste. Nel 2% dei casi le difficoltà di reperimento restano attribuibili ad altre cause. Sul fronte delle competenze, la richiesta complessiva di esperienza si mantiene in linea con i valori del 2025, registrando tuttavia una lieve flessione per quella specifica nella professione (che passa dal 17% al 15%) a favore del requisito meno stringente dell'esperienza generica nel settore, salita dal 48% al 50%. La riduzione delle entrate programmate interessa tutti i settori economici. L’agricoltura, con 20 assunzioni in meno, presenta la variazione relativa più marcata (-18%). Gli inserimenti previsti nel settore industriale scendono a 970 a fronte dei 1.060 di maggio 2025 (-8%); un calo trainato principalmente dalle difficoltà del comparto edile (-16%), a fronte di una flessione più contenuta dell'industria manifatturiera e delle public utilities (5%).
In provincia di Massa Carrara sono 1.780 le assunzioni programmate per il mese di maggio 2026: 120 in meno rispetto a dodici mesi fa, per una flessione di circa il 6%.
Mostra un miglioramento la quota di assunzioni rispetto alle quali le imprese si attendono delle difficoltà di reperimento, scesa al 45% del totale mensile, circa tre punti percentuali in meno rispetto a maggio 2025. Per il 28% degli inserimenti programmati le imprese lamentano una mancanza di candidati, mentre per il 13% temono un’inadeguatezza della preparazione. Nel restante 4% dei casi gli intervistati segnalano altre cause alla base del mismatch. Presenta un lieve incremento la richiesta di esperienza, che arriva a interessare il 64% delle assunzioni programmate (+2%). A crescere è, in particolare, la richiesta di una precedente esperienza nel settore (47%, a fronte del 43% di maggio 2025), che compensa e supera la riduzione della percentuale di inserimenti rispetto ai quali è richiesta un’esperienza specifica nella professione, che scende al 17% del totale mensile (dodici mesi fa era al 19%).
La flessione della domanda di lavoro nella provincia di Massa-Carrara a maggio 2026 si distribuisce in modo diffuso tra i principali comparti economici, interessando sia l’industria (-7%), sia i servizi (-6%). Le imprese del settore industriale hanno infatti previsto 510 assunzioni per maggio 2026, contro le 550 di maggio 2025. Il calo è da imputare al segmento manifatturiero e delle public utilities (-15%), mentre per le costruzioni il fabbisogno occupazionale è risultato in crescita (+13%).
I programmi occupazionali delle imprese della provincia di Pisa per il mese di maggio 2026 delineano una contrazione della domanda di lavoro, con le entrate previste che scendono dalle 3.560 unità di un anno fa alle 3.370 attuali, con una perdita relativa del 5%. La difficoltà di reperimento percepita dalle imprese rispetto alle assunzioni di maggio scende dal 49% delle assunzioni di dodici mesi fa al 45% attuale. Si riduce, in particolare, la percentuale di nuovi ingressi rispetto ai quali le imprese pisane temono una mancanza di candidati (25% contro il 32% di maggio 2025). Aumenta, invece, il mismatch dovuto alla preparazione inadeguata dei candidati (16% contro il 13% di maggio 2025). Per il 4% delle assunzioni le imprese continuano a indicare altri elementi di difficoltà. In analogia a maggio 2025, al 58% delle figure da assumere è richiesta una precedente esperienza: nel settore (41%) o specifica nella professione (17%).
Sul fronte della ripartizione settoriale delle assunzioni, la domanda di lavoro nella provincia di Pisa per maggio 2026 si mantiene fortemente concentrata nel terziario. Con 2.230 entrate programmate, il macro-settore dei servizi assorbe da solo il 66% del fabbisogno occupazionale complessivo. Segue il comparto industriale, che richiede 980 ingressi (pari al 29% del totale), mentre il restante 5% della quota di inserimenti (corrispondente a 160 unità) è destinato all'agricoltura.
All'interno dei servizi, infine, si osserva una dinamica prevalentemente in calo, seppur con un'importante eccezione: la flessione è trainata dal turismo (alloggio e ristorazione, -16%) e dai servizi alle persone (-11%), a cui si associa il lieve arretramento dei servizi alle imprese (-2%). In controtendenza, invece, il settore del commercio mette a segno una crescita del 7% delle assunzioni previste (+30 unità).
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