La spesa turistica in Trentino
L'Ispat presenta l’aggiornamento della spesa dei turisti nel 2025
Il nuovo report predisposto dall’Ispat presenta l’aggiornamento al 2025 dei dati sulla spesa turistica in Trentino, analizzando anche l’impatto del turismo sull’economia provinciale. Le informazioni utilizzate nel report derivano da un’indagine diretta condotta da Ispat tra il 2024 e il 2025. Sono oggetto di analisi le singole funzioni di spesa, distinte secondo la stagione, la provenienza dei flussi, il tipo di struttura ricettiva e l’ambito territoriale.
La spesa media giornaliera pro capite dei turisti che hanno pernottato in Trentino nel corso del 2025 è stata pari a 148,6 euro. Rispetto ai dati del 2018 l’incremento è pari al 28,9%. La spesa dei turisti che alloggiano in strutture alberghiere è salita a 166,6 euro (era 127 euro nel 2018), mentre quella nel comparto extralberghiero si ferma a 101,9 euro (+13,8% sul 2018). Guardando alla provenienza dei flussi, si conferma il ruolo cruciale della componente internazionale per la tenuta economica del sistema: nel 2025 il turista straniero spende mediamente 162,6 euro al giorno, contro i 139,7 euro del turista italiano.
I dati dell’indagine confermano l’inverno come la stagione a più alto valore aggiunto per l’economia trentina: la spesa media giornaliera pro capite nella stagione invernale 2024/2025 ha raggiunto i 178,8 euro, contro i 136,4 euro del 2017/2018. Nell’estate 2025 la spesa media si attesta a 128,7 euro, un valore che, pur distanziandosi dai picchi invernali, segna una crescita robusta e costante nel tempo. Rispetto al 2018, quando il valore si fermava a 105,9 euro, l’incremento nominale è del 21,5%.
L’analisi della distribuzione spaziale dei flussi economici generati dal turismo rivela una marcata eterogeneità territoriale, correlata alla tipologia di offerta e alla densità delle infrastrutture turistiche. Nella stagione invernale 2024/2025, il livello della spesa nei territori riflette la specializzazione dello sci alpino: il cluster dell’Alta montagna a sviluppo intensivo (Primiero, Val di Fassa, Val di Sole, Madonna di Campiglio e Paganella) si conferma trainante, registrando la spesa media giornaliera più elevata, pari a 190 euro. In estate la geografia del valore si sposta dalle “terre alte” al fondovalle urbanizzato e alle rive dei grandi laghi: l’area denominata “Città, affari e cultura” (Trento e Rovereto) registra una spesa media giornaliera pro capite di 182,5 euro; segue l’Area Garda e Ledro con una spesa media di 141,6 euro.
Guardando alla traduzione dei consumi turistici in indicatori macroeconomici, nel complesso la spesa turistica genera un fatturato che supera i 4 miliardi di euro, per un impatto sul Prodotto interno lordo provinciale stimato intorno all’11,9%. La stagione estiva genera un Pil attivato pari a 1.751 milioni di euro, giungendo a rappresentare il 56% del totale annuo; la stagione invernale contribuisce alla formazione della ricchezza provinciale per 1.354 milioni di euro, spiegando il 44% dell’impatto complessivo.
L’economia turistica trentina si conferma un motore occupazionale trasversale, capace di attivare oltre 47 mila Unità di lavoro standard (Ula) annue, di cui il 40% generato dall’indotto, a dimostrazione di una profonda integrazione con la filiera locale. La capacità moltiplicativa dell’economia del turismo rimane inoltre relativamente stabile tutto l’anno, distinguendosi per la sua resilienza e la capacità di bilanciare efficacemente lavoro dipendente e micro-imprenditorialità.
Categorie: Diffusioni di nuovi dati | Cultura, comunicazione e tempo libero | |
