Giustizia e criminalità in Friuli-Venezia Giulia
La Regione pubblica una nota con dati aggiornati al 2025
L’Ufficio di statistica della Regione Friuli Venezia Giulia illustra in una nota i principali dati su giustizia e criminalità a livello regionale, provenienti da fonti Istat, Ministero dell’interno e Ministero della giustizia.
Nel 2024 i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria regionale sono 38.023, di cui 11.640 con autore noto al momento della denuncia. Il tasso di delitti denunciati è 3.185 ogni 100 mila abitanti (4.070 ogni 100 mila, il dato nazionale), in aumento del 8% rispetto al 2023 e in crescita anche rispetto al 2019 (+11%). Le denunce aumentano in tutte le province della regione e il tasso di delittuosità varia tra i 2.406 delitti ogni 100 mila abitanti della provincia di Pordenone e i 4.625 di Trieste. Le segnalazioni relative a minorenni denunciati e arrestati o fermati dalle forze di polizia sono 1.107, in netto aumento rispetto alle 665 del 2022 e alle 879 del 2023; il tasso di criminalità minorile regionale è pari al 2,5%, a fronte dell’1,7% a livello nazionale. Complessivamente, i delitti maggiormente denunciati sono i furti (13.787; +6% rispetto al 2023), seguiti dalle truffe, frodi e altri delitti informatici, il cui numero di denunce (7.278) è più che raddoppiato rispetto al 2014. Per il quinto anno consecutivo, la regione si colloca al secondo posto (624 delitti ogni 100 mila abitanti) dopo il Piemonte (637 per 100 mila), per numero di truffe e frodi informatiche in rapporto alla popolazione.
Al 31 dicembre 2025, i detenuti presenti negli istituti penitenziari per adulti della regione sono 748, il 9% in più rispetto all’anno precedente a fronte di un aumento a livello nazionale del 3%; le donne sono il 4% del totale, gli stranieri il 46%. Le persone detenute in Friuli-Venezia Giulia sono state condannate a pene più brevi rispetto alla media nazionale: circa due terzi dei detenuti sconta una pena fino a cinque anni (a fronte del 43% del dato italiano) e la percentuale sale all’85% tra i soli stranieri.
Negli ultimi anni, le opinioni dei cittadini sui temi della sicurezza e del rischio di criminalità sono progressivamente peggiorate. Nel 2025, il 20% delle famiglie dichiara il rischio di criminalità molto o abbastanza presente nella zona di residenza; in aumento di tre punti percentuali rispetto al 2024, pur mantenendosi al di sotto della media italiana (27%). La quota di persone che rileva la presenza di elementi di degrado sociale e ambientale rimane contenuta (4%) mentre cala la percezione di sicurezza nel camminare da soli quando è buio, che passa dal 63% del 2023 al 61% del 2024. Infine, il livello di fiducia nelle forze dell’ordine e nei vigili del fuoco, espresso in una scala da uno a dieci, si mantiene elevato e costante (punteggio medio di 7,7 nel 2024), mentre quello nei confronti del sistema giudiziario si ferma a 4,8. La durata media dei procedimenti civili è di 250 giorni, in calo rispetto al 2024 (-1,6%) e nettamente inferiore alla media italiana (411 giorni).
Il livello di fiducia nelle forze dell’ordine e nei vigili del fuoco, infine, espresso in una scala da uno a dieci, è di 7,5 nel 2024, mentre quella nei confronti del sistema giudiziario si ferma a 4,7.
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