I tempi per conseguire la laurea in Italia
Almalaurea pubblica un approfondimento con dati aggiornati al 2024
Almalaurea pubblica un report di approfondimento dedicato al tempo impiegato dagli studenti per laurearsi e altri aspetti del percorso di laurea, nel quale si legge che nell’arco di dieci anni l’età alla laurea, sul complesso dei laureati, è scesa in media di circa un anno, passando da 26,5 anni nel 2014 a 25,8 nel 2024. Inoltre, nello stesso periodo la percentuale dei laureati con 27 anni o più si è ridotta passando dal 27,5% al 20,9% (nel 2001 era il 47,8%). La composizione per età alla laurea è ampiamente diversificata per tipo di corso e per disciplina di studio.
L’età alla laurea è analizzabile a partire dai suoi tre componenti, cioé l’età dello studente all’immatricolazione, la durata normale del corso, il ritardo nel conseguimento del titolo universitario.
Considerando il ritardo all’iscrizione e distinguendo per tipo di corso, nel 2024 i laureati di primo livello si sono immatricolati con 1,3 anni di ritardo rispetto all’età “canonica” (pari a 19 anni), i magistrali a ciclo unico con 1,1 anni di ritardo, i magistrali biennali, con un percorso universitario completato alle spalle, con 2,3 anni.
Il principale fattore responsabile dell’elevata età alla laurea è il ritardo negli studi universitari. In media, però, il ritardo alla laurea si riduce di anno in anno, passando da 1,7 anni nel 2014 a 1 anno nel 2024. La quota di chi conclude gli studi in corso, fino al 2022, aumenta sensibilmente; dopo un lieve ridimensionamento nel 2023, nel 2024 si ha un ulteriore calo e il 58,7% dei laureati si laurea nei tempi previsti (era il 44,7% nel 2014). La percentuale varia a seconda del tipo di corso e in particolare consegue la laurea nei tempi previsti il 61,2% dei laureati magistrali biennali. Se i laureati nel 2014 avevano accumulato un ritardo alla laurea corrispondente in media al 55% dell’intera durata del corso, nel 2024 la percentuale scende al 35%. Riguardo al gruppo disciplinare, si osservano valori che oscillano dal 57% di architettura e ingegneria civile al 24% di scienze motorie e sportive.
Uno dei fattori con maggiore impatto sul ritardo alla laurea è lo svolgimento di un’attività lavorativa durante gli studi: i laureati che concludono l’università senza aver mai lavorato impiegano in media il 27% in più rispetto alla durata normale del corso mentre i lavoratori-studenti (coloro che svolgono attività lavorative a tempo pieno per almeno la metà della durata degli studi) impiegano il 67% in più.
Infine, si rilevano variazioni territoriali nel tempo impiegato per il raggiungimento del titolo di laurea: chi si laurea in un ateneo del Nord impiega il 30% in più rispetto alla durata normale del corso, nel Centro il 38% in più, nel Mezzogiorno il 42% in più.
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