La spesa pensionistica in Trentino
L’Ispat presenta i dati dell’anno 2024
In un nuovo report l’Ispat aggiorna i dati relativi alla consistenza e alla dinamica della spesa pensionistica registrata in Trentino nell’anno 2024. Tali informazioni sono il risultato delle elaborazioni condotte sui dati relativi ai trattamenti pensionistici del “Casellario centrale dei pensionati” gestito dall’Inps.
Nel 2024 in Trentino sono stati erogati 196.827 trattamenti pensionistici per una spesa complessiva pari a 3.539 milioni di euro, in aumento in termini nominali del 5,8% rispetto all’anno precedente. L’incidenza della spesa pensionistica sul PIL sale al 13,6% (+0,5 punti percentuali su base annua).
L’importo medio annuo delle pensioni è di 17.980 euro, 877 euro in più rispetto all’anno precedente (+5,1%). Tale crescita è strettamente connessa all’adeguamento delle pensioni al costo della vita (l’inflazione è risultata pari al 5,4% nel 2023 e allo 0,8% nel 2024).
Le pensioni di vecchiaia e anzianità e le pensioni ai superstiti incidono rispettivamente per l’81,5% e l’11,8% della spesa pensionistica complessiva; residuale è il peso delle pensioni assistenziali (2,9%), delle pensioni di invalidità (2,7%) e delle pensioni indennitarie (1,2%).
Gli importi della pensione di vecchiaia e anzianità evidenziano un gap di genere consistente. Gli uomini percepiscono mediamente 26.207 euro annui e le donne 16.094 euro, con una differenza pari al 38,6% in sfavore delle donne.
I beneficiari nel 2024 risultano 147.567, 1.233 unità in più rispetto al 2023, una quota pari al 27% della popolazione complessiva. In media ognuno percepisce 23.982 euro all’anno (1.128 euro in più rispetto al 2023). Il numero dei beneficiari è inferiore al numero di prestazioni pensionistiche in quanto uno stesso soggetto può percepire più di un trattamento pensionistico.
Le donne sono il 50,5% dei soggetti beneficiari di pensioni e percepiscono in media una quota inferiore dei redditi pensionistici: il reddito medio annuo è pari a 19.856 euro contro i 28.196 euro degli uomini. La popolazione pensionistica femminile risulta mediamente più anziana: l'84,9% ha infatti superato i 64 anni di età, contro il 77,9% registrato tra gli uomini.
Il 21,2% dei beneficiari dispone di un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro mensili (1,7 punti percentuali in meno rispetto al 2023); il 29,3% delle donne riceve meno di 1.000 euro al mese a fronte del 12,9% degli uomini. Situazione opposta per i redditi più elevati, dove il 56,9% degli uomini percepisce un importo mensile superiore ai 2.000 euro, a fronte del 30% delle donne.
Considerando il reddito medio da pensione sulla base della residenza del beneficiario, il Territorio della Val d’Adige registra i redditi medi da pensione più elevati (27.234 euro). Per contro, la Comunità della Valle di Cembra risulta l’area con le pensioni medie più basse (21.516 euro).
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