Le pensioni vigenti e liquidate in Italia
L'Inps pubblica gli aggiornamenti annuali dell'osservatorio riferiti agli anni 2025 e 2026
L’Inps pubblica una nota che riassume gli ultimi dati dell'Osservatorio sulle pensioni relativi alle pensioni vigenti nel 2026 e alle pensioni liquidate nel 2025.
Questa edizione della pubblicazione presenta una novità rilevante: nell’Osservatorio sono incluse le pensioni della Gestione dipendenti pubblici (Gdp), finora oggetto di analisi separata. Questa integrazione rende possibile una rappresentazione più completa, coerente e omogenea del complesso delle pensioni erogate dall’Inps.
All'inizio di quest’anno si registrano 21.257.999, pensioni (per lavoratori dipendenti, autonomi e assistenziali), di cui 6.840.238 (il 79,2%) di natura previdenziale (vecchiaia, anticipate, di invalidità o reversibilità) e 4.417.761 (il 20,8%) di natura assistenziale (invalidità civile, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali). La spesa complessiva annua è pari a 353,5 miliardi di euro, di cui 325 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali e 28,5 miliardi da quelle assistenziali.
Analizzando le tipologie di pensione, si osserva che circa il 70,7% sono pensioni di vecchiaia, di cui poco più della metà (54,8%) erogate a maschi, il 4,9% pensioni di invalidità previdenziale, di cui il 59,1% erogato a maschi, e il 24,5% pensioni della categoria superstiti, che presentano un tasso di mascolinità basso, pari al 13,6%.
Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite, invece, per il 20,7% % da pensioni e assegni sociali, di cui il 38,2% erogate a maschi, e per il 79,3% da prestazioni ricevute da invalidi civili sotto forma di pensione e/o indennità; per queste ultime l’indice di mascolinità è del 42,3%. Le prestazioni di tipo assistenziale presentano un tasso di mascolinità generalmente inferiore al 50%; questo fenomeno può essere attribuito all'età più avanzata delle donne (con maggior rischio di invalidità) ma anche a una maggiore esposizione di queste alla povertà (mancanza di versamenti sufficienti per la maturazione di una prestazione di tipo previdenziale).
Se si osserva l’andamento del numero e dell’importo complessivo annuo delle pensioni vigenti nel periodo 2012-2026, si nota che la quota delle prestazioni assistenziali sul totale delle pensioni aumenta di circa 4 punti percentuali nel periodo, passando dal 17% al 21%, mentre la corrispondente incidenza sulla spesa complessiva registra una crescita più contenuta, pari a circa un punto percentuale (dal 7,3% all’8,2%).
Riguardo alle pensioni liquidate, nel 2025 sono state liquidate 1.540.943 nuove ppensioni, il 54,2% delle quali è di natura previdenziale. Gli importi annualizzati destinati a queste nuove prestazioni ammontano a 18,6 miliardi di euro, pari a circa il 5,3% dell’importo totale delle pensioni in pagamento al 1° gennaio 2026.
Al livello territoriale, infine, la ripartizione in cui si registra la percentuale più alta di prestazioni pensionistiche in vigore è l’Italia settentrionale (46,6%), seguita dal Mezzogiorno (31,8%) e dal Centro (19,7%). Il restante 1,8 % delle pensioni viene percepito da persone residenti all’estero. Calcolando il coefficiente di pensionamento grezzo (rapporto tra numero di pensioni e popolazione residente per mille abitanti), emerge che il Nord mantiene il valore più elevato con 360,3 pensioni per mille residenti, seguito dal Centro con 358,3 per mille e dal Sud e isole con 342,9 per mille.
La nota comprende anche un approfondimento sulle pensioni dei dipendenti pubblici. Tra i vari dati emerge che, analizzando i diversi tipi di pensione, in questo settore più della metà (54,8%) delle pensioni di anzianità/anticipate è erogata a soggetti di sesso femminile, evidenziando un’inversione di tendenza rispetto al complesso delle pensioni previdenziali vigenti, dove circa due terzi di queste pensioni sono erogate a uomini. Per quanto riguarda le pensioni della sottocategoria vecchiaia, il 58,6% è destinato a donne.
Categorie:
