Lavoro e retribuzioni in Friuli-Venezia Giulia
La Regione pubblica un’analisi con i dati del 2024
La Regione Friuli-Venezia Giulia pubblica un report sulle retribuzioni percepite dagli assicurati Inps, che comprendono tutti i lavoratori dipendenti e indipendenti obbligati ai versamenti previdenziali, con l’esclusione dei professionisti iscritti alle casse previdenziali private. L’analisi si articola secondo le diverse categorie, con particolare riguardo alle differenze di genere ed età e al confronto rispetto all’inflazione. I dati sono tratti dalle informazioni pubblicate sul sito dedicato.
Nel 2024, gli assicurati Inps sono 582.778 (+6,1% rispetto al 2015); si tratta prevalentemente di dipendenti privati (367 mila), seguiti dai dipendenti pubblici (88 mila). I lavoratori autonomi sono circa 66 mila, di cui 30 mila commercianti, 29 mila artigiani e quasi 8 mila autonomi agricoli. Infine, gli operai agricoli sono circa 14 mila e tra essi vi sono quote rilevanti di lavoratori stagionali. Nel 2024, la retribuzione media complessiva è pari a 27.210 euro annui, in aumento del 19% dal 2015. Al netto dell’aumento del costo della vita, le retribuzioni medie annue reali diminuiscono però dell’1,6%, con differenze significative tra le diverse tipologie di lavoratori: il calo supera il 7,5% per i dipendenti pubblici e privati, a fronte di un aumento di pari entità per gli artigiani, e più ridotto per commercianti, operai agricoli e lavoratori domestici (aumenti compresi tra l’1,3% e l’1,8%).
Rispetto al 2015, i lavoratori pubblici aumentano del 3,7%, con incrementi maggiori per i dipendenti del settore della Scuola (+16,4%), dell’Università ed enti di ricerca (+13,9%) e del Servizio sanitario (+6,1%), a fronte di sensibili diminuzioni nelle Amministrazioni centrali (-16,2%) e locali (-5,8%). Tra i dipendenti privati l’aumento è più accentuato (+20%), con incrementi particolarmente rilevanti nel settore dei Servizi di alloggio e ristorazione (+57%) e in quelli della Sanità, delle Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, e dell’Istruzione, in ciascuno dei quali gli addetti crescono di circa il 40% nel periodo considerato.
L’età dei lavoratori dipendenti è maggiore nel settore pubblico che nel settore privato (48 anni medi contro 43 nel 2024), con il comparto delle Forze Armate più giovane (44 anni) e quello delle amministrazioni centrali più anziano (52 anni). Tra i dipendenti privati, sono più giovani quelli di Servizi di alloggio e ristorazione e Attività artistiche e sportive (37-38 anni in media), mentre più anziani i lavoratori delle Attività finanziarie e assicurative (49 anni), che ottengono anche le retribuzioni più elevate. Nel settore pubblico, il 15,4% dei lavoratori ha più di 60 anni, ed è quindi in via di pensionamento nei prossimi cinque anni circa, con punte del 28,4% nelle Amministrazioni centrali e del 24,8% in Università ed enti di ricerca. In ambito privato tale percentuale è pari all’8,8%.
Ogni 100 lavoratori maschi, le femmine sono 83, con alcuni profili maggiormente sbilanciati verso la componente maschile (artigiani, autonomi e operai agricoli, lavoro dipendente privato) e altri su quella femminile (lavoro dipendente pubblico, lavoro occasionale e lavoro domestico). Ogni 100 euro di retribuzione media settimanale maschile, quella femminile è pari a 73,5 euro (il 26,5% in meno).
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