I servizi socio-educativi per la prima infanzia in Trentino
L’Ispat presenta i dati relativi all’anno educativo 2024/2025
Il nuovo report predisposto dall’Ispat presenta i risultati dell’indagine sui servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia (bambini fino ai tre anni), condotta dall’Istituto stesso. Sono rese disponibili anche le tavole di dettaglio.
L’anno educativo 2024/2025 registra la presenza di 108 servizi di nido con una capacità ricettiva che a fine anno educativo è di 4.115 posti, in aumento del 4,2% sull’anno precedente. La distribuzione territoriale dell’offerta rimane caratterizzata dalla concentrazione di quasi metà dei servizi nelle aree delle due città maggiori (30 servizi per 1.267 posti nel Territorio Val d’Adige e 18 servizi con 857 posti in Vallagarina).
Nel periodo considerato (escluso il mese di agosto) la media degli iscritti è di 3.960 bambini, con valori sopra la media nel periodo da gennaio a giugno. La quota di bambini con cittadinanza straniera è pari al 7,2% degli iscritti (inferiore al 7,8% dell’anno precedente); nella quasi totalità si tratta di bambini nati in Italia (94,8%).
Delle complessive 3.776 domande presentate dalle famiglie per l’inserimento dei bambini nel servizio di nido nell’anno educativo 2024/2025, il 9,2% è decaduto per decisione delle famiglie stesse e l’1,5% è stato annullato d’ufficio. Delle restanti 3.370 richieste, il 67,9% ha ottenuto una risposta positiva.
Sul territorio provinciale la domanda effettiva viene completamente soddisfatta solo nella Comunità di Primiero. Diverse comunità coprono almeno l’80% delle richieste: il Territorio Val d’Adige (96,3%), gli Altipiani Cimbri (93,9%), la Val di Fiemme (89,5%), la Vallagarina (87,4%), le Giudicarie (86,9%) e la Valle di Cembra (84,4%). Invece, al di sotto del 50% si trovano l’area del Tesino (45,8%) e della Valle di Sole (37,9%). Va tenuto presente che, dato il calo delle nascite, si è ridotto il gap fra bambini e posti nei nidi: i bambini di età inferiore ai tre anni sono passati da 12.083 nel 2023 a 11.642 nel 2024 (-3,8%), mentre la capienza dei nidi è passata da 3.948 a 4.115 posti (+4,2%).
Nel confronto nazionale, la quota maggiore di copertura del servizio (misurata dal rapporto tra i posti disponibili – a titolarità sia pubblica che privata – e i bambini residenti d’età inferiore a tre anni) si registra in Umbria (48,4%), Emilia-Romagna (44,4%), Valle d’Aosta (44,3%), Trentino (42,3%) e Toscana (41,8%). La media nazionale nel 2023 è del 31,6%, vicina alla soglia del 33% fissata nei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) da garantire entro il 2027.
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