Il settore vitivinicolo in Piemonte
La Regione Piemonte pubblica i principali dati sulla vitivinicoltura riferiti al 2025
L'analisi del settore vitivinicolo in Piemonte, a cura dell’Osservatorio rurale dell’Ires Piemonte per conto della Regione Piemonte, scatta una fotografia di un comparto che si conferma pilastro dell'economia agroalimentare regionale. Nonostante una riduzione del numero complessivo di aziende, diminuite del 25,5% nell'ultimo decennio, il territorio mostra una forte tenuta: l'estensione dei vigneti è cresciuta del 6,2% dal 2015, raggiungendo i 44.961 ettari complessivi a fine 2025.
I dati evidenziano un progressivo consolidamento strutturale: le aziende specializzate sono diventate mediamente più grandi, passando da 6,1 ettari nel 2015 a 8,4 ettari nel 2025. Questo fenomeno di concentrazione è visibile soprattutto nelle realtà più strutturate (sopra i 20 ettari), che oggi gestiscono il 42% della superficie produttiva regionale. Il cuore pulsante della produzione rimane saldo nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, tra le colline di Langhe, Roero e Monferrato, i cui paesaggi sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2014.
Un segnale di vitalità arriva dal ricambio generazionale: la quota di titolari under 40 è salita al 14,2% nel 2025 (era il 10,6% nel 2015), guidando aziende mediamente più vaste (5,6 ettari) rispetto alla media dei conduttori ultra 65enni (circa 3 ettari). Parallelamente, si registra l’aumento del biologico, con terreni più che raddoppiati (+135%) in dieci anni, arrivando a coprire l'11,3% dell'intero vigneto piemontese nel 2025.
Tuttavia, il settore deve affrontare sfide legate alla tropicalizzazione del clima, che ha portato a vendemmie anticipate di quasi un mese rispetto a trent'anni fa e a una riduzione delle rese dovuta a ondate di calore e siccità estrema. Sul fronte del mercato, sebbene il Piemonte resti la seconda regione esportatrice in Italia, dopo il Veneto, si osserva una pressione al ribasso dei prezzi all'origine. La flessione più marcata si registra per il Barbera del Monferrato (-17%) e il Barolo (-13,5%), seguiti da Barbaresco e Nebbiolo d’Alba (entrambi -10,3%).
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