Il Mismatch tra domanda e offerta di lavoro
Unioncamere e Cnel pubblicano il secondo report
Il secondo Report sul Mismatch tra domanda e offerta di lavoro, curato da Cnel e Unioncamere, è dedicato allo studio della domanda di lavoro delle imprese e ai giovani.
La pubblicazione, a cadenza semestrale, è strutturata in due sezioni: la prima, dedicata alle informazioni di breve periodo, e la seconda, rivolta all’analisi di specifici fenomeni di interesse per il funzionamento del mercato del lavoro.
L’obiettivo è mettere in evidenza le tendenze del mercato del lavoro attraverso l’esame della domanda di lavoro espressa dalle imprese nel breve periodo, offrendo elementi utili alla comprensione dei fabbisogni occupazionali e all’elaborazione di politiche mirate.
Tra gli ultimi dati disponibili, relativi al terzo trimestre 2025, si legge che si registra una diminuzione del numero di giovani occupati (-3,5%) rispetto all’anno precedente con una riduzione complessiva di 77mila unità rispetto al 2023.
Nello stesso periodo prosegue anche la riduzione dei disoccupati (-4,7%) mentre aumenta in modo significativo l’area dell’inattività (+4%), che arriva a superare i 6 milioni di giovani che non fanno parte della forza lavoro (come studenti, neet, ecc.).
La diminuzione della disoccupazione non si traduce quindi in un suo rafforzamento, ma in una minore partecipazione al mercato del lavoro: su 12 milioni di giovani, oltre la metà (6,1 milioni) sono inattivi e “solo” 5,2 milioni sono occupati.
Nel terzo trimestre 2025 l’occupazione giovanile registra una contrazione in tutte le ripartizioni territoriali, più marcata nel Centro (-7,4%) e nel Nord (-2,7%) mentre nel Mezzogiorno la flessione risulta più contenuta (-1,9%).
Il calo interessa in particolare i giovani con laurea e post laurea, in diminuzione in tutte le aree del Paese: al Centro passano da 333mila a 294mila (-11,8%), al Nord in calo da 886mila a 808mila (-8,9%) e al Sud da 352mila a 345mila (-2%).
Diminuiscono, infine, anche gli occupati a basso livello di istruzione, con titolo di studio fino alla licenza di scuola media mentre i diplomati mostrano un andamento diversificato, con un lieve incremento nel Nord (1,3%) ed una contrazione più contenuta sia al Centro (-3,5%) sia al Mezzogiorno (-0,6%).
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