La dinamica delle imprese a Lucca, Massa-Carrara e Pisa
La Cciaa locale pubblica i dati relativi al 2025
L’Istituto studi e ricerche della Cciaa Toscana Nord-Ovest pubblica un report sulla dinamica delle imprese a Lucca, Massa-Carrara e Pisa nel 2025.
Nel documento su legge lo scorso anno si è chiuso in modo incoraggiante per il tessuto produttivo di questi territori. La dinamica imprenditoriale nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa, infatti, mostra lievi segnali di dinamismo, pur in un contesto che rimane segnato da profonde trasformazioni strutturali. Pisa guida la crescita con un +0,6%, seguita da Lucca +0,3% mentre Massa-Carrara conferma una sostanziale stabilità -0,1%.
Quanto al tessuto imprenditoriale lucchese, le nuove iscrizioni salgono a 2.231 unità, il valore più elevato dal 2019, mentre le cessazioni (al netto di quelle operate d’ufficio) si riducono a 2.123. Ne deriva un saldo positivo di 108 imprese, che riporta il tasso di crescita in positivo (+0,3%). Ciononostante, lo stock complessivo delle imprese registrate ha continuato a diminuire, scendendo a 40.062 unità, a causa delle cancellazioni operate d'ufficio. Nel corso dell’anno il sistema imprenditoriale della provincia di Lucca mostra un’evoluzione complessivamente positiva, ma con andamenti differenziati tra i principali comparti economici. Infatti, a fronte di un lieve incremento complessivo dello stock di imprese, alcune componenti del tessuto produttivo hanno evidenziato segnali di rafforzamento mentre altre continuano a risentire di dinamiche di ridimensionamento. Il settore dei servizi si conferma il principale motore di crescita, con un aumento di 183 imprese (+0,7%) per 25.074 unità, rafforzando ulteriormente il proprio peso sul totale provinciale (62,6%). Di segno opposto l’andamento dell’industria, che nel complesso registra una lieve flessione di 35 imprese (-0,3%), attestandosi a 11.110 unità (27,8%).
In provincia di Massa-Carrara nel corso del 2025 le iscrizioni si fermano a 983 unità, il dato storicamente più basso, mentre le cessazioni non d’ufficio raggiungono quota 1.011. Il divario tra aperture e chiusure determina un saldo imprenditoriale negativo di 28 imprese, con un tasso di crescita pari a -0,1%, in linea con il dato dell’anno precedente. La situazione di sostanziale stabilità a fine 2025 del sistema imprenditoriale vede al suo interno dinamiche contrastanti tra i diversi macro-settori, con alcune componenti in lieve recupero e altre ancora in fase di ridimensionamento. Il comparto agricolo conferma qualche difficoltà, con una riduzione di 12 imprese (-1,2%) per 975 unità in provincia. Anche l’industria nel suo complesso mostra un arretramento (-34 imprese; -0,6%), scendendo a 5.682 unità. In lievissima crescita i servizi (+0,1%), con 12.982 imprese registrate a fine 2025 per il 62,8% del totale provinciale.
Nel 2025 la struttura imprenditoriale della provincia di Pisa consolida il percorso di crescita, avviato negli ultimi anni, facendo registrare un incremento dello 0,6%, in ulteriore miglioramento rispetto al 2024 (+0,5%). La crescita del 2025 è alimentata da un ulteriore aumento delle iscrizioni, salite a 2.321 unità, il valore più elevato dal 2021, a fronte di 2.079 cessazioni non d’ufficio. Il saldo tra nuove iscrizioni e chiusure si attesta a +242 imprese, migliorando numericamente il risultato del 2024 (+213). Nel quadro di sostanziale stabilità complessiva del tessuto imprenditoriale pisano, le dinamiche settoriali sono risultate invece ben differenziate. L’industria nel suo complesso chiude in lieve flessione con un saldo negativo di 24 imprese (-0,2%). Di segno positivo, seppur moderato, l’andamento delle costruzioni, che nel 2025 crescono di 58 imprese (+0,9%), raggiungendo quota 6.300 unità. Il terziario si conferma il principale motore di crescita dell’economia provinciale. I servizi, infine, nel loro complesso guadagnano 243 imprese (+1,0%), consolidando il proprio peso sul sistema economico locale.
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