Il policentrismo piemontese
La Regione pubblica i dati sulla struttura socioeconomica del territorio
Lo studio Il Piemonte: una lettura della regione attraverso la lente del policentrismo, curato dall'Ires Piemonte, mostra che il sistema regionale è articolato in modo tale da integrare la centralità del capoluogo con il ruolo dei poli provinciali e dei centri urbani intermedi.
Più in dettaglio, Torino rappresenta la principale entità urbana della regione, con 856.745 residenti al 1° gennaio 2025 e il 24,6% dell'occupazione totale. La città mantiene la prevalenza nelle funzioni di alta complessità e nei servizi avanzati, qualificandosi come il polo primario dell'intero sistema. Al secondo livello della rete si posizionano i sette poli provinciali (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbania e Vercelli). Questi centri coordinano la vita delle rispettive province e concentrano complessivamente il 30,6% della popolazione e il 35,8% degli addetti totali del Piemonte.
Tra i dati rilevati, emerge la maggior capacità di auto contenimento nella provincia di Cuneo, specie per i movimenti da lavoro. Questo aspetto è in parte dovuto all’elevata capacità occupazionale e alla forza delle imprese nel coinvolgere la popolazione locale. Per quanto riguarda la dotazione sanitaria, il Verbano-Cusio-Ossola, con 6,4 posti letto ogni mille abitanti, rappresenta il valore più alto a livello regionale. La struttura è completata dai 24 centri urbani intermedi, cioè i Comuni non capoluogo con popolazione superiore a 20.000 abitanti. Pur accogliendo il 17,8% dei residenti del Piemonte, tali centri mostrano un’intensità occupazionale che supera dell’11% la media regionale.
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