L'economia dell'Umbria

13.07.2026

La Banca d'Italia pubblica il rapporto sull'economia regionale

Tipo di prodotto: Rapporto
Periodo di riferimento: 2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: www.bancaditalia.it

 

L’economia dell’Umbria fa parte della collana Economie regionali che riunisce le pubblicazioni dedicate agli aspetti territoriali dell’economia italiana messe a punto dai Centri studi territoriali della Banca d’Italia.

Nel 2025 l'attività economica in Umbria si è espansa in misura contenuta, con un'intensità inferiore rispetto all'anno precedente. Secondo le stime basate sull'indicatore trimestrale dell'economia regionale (Iter) la crescita è stata prossima al mezzo punto percentuale, in linea con la media nazionale. La spinta proveniente dagli investimenti pubblici, sostenuti dall'avanzamento dei progetti del Pnrr, ha continuato a controbilanciare la debole dinamica dell'attività industriale e dei servizi, che si è accompagnata a un lieve calo delle esportazioni.

Nel 2025 secondo i dati dell'Istat il valore aggiunto nel settore agricolo è lievemente cresciuto (1,3 per cento). In base alle stime di Prometeia, nell'industria si è sostanzialmente stabilizzato; la manifattura ha continuato a risentire dell'andamento negativo del comparto dell'automotive, contribuendo al calo delle esportazioni. È proseguita, invece, la fase positiva del comparto tessile. In un contesto di riduzione dei tassi di interesse e grazie agli incentivi pubblici, l'attività di investimento è tornata a espandersi, seppur in misura modesta. Secondo le stime di Prometeia, il valore aggiunto nel settore delle costruzioni ha continuato a crescere (4,0 per cento), ancora sostenuto dai lavori pubblici finanziati dal Pnrr e dalla ricostruzione nei comuni colpiti dal sisma del 2016.

Il mercato immobiliare ha consolidato la ripresa: le compravendite di abitazioni sono aumentate del 10,9 per cento e i prezzi di vendita si sono rafforzati (3 per cento), pur rimanendo al di sotto della media nazionale. Nei servizi privati non finanziari il valore aggiunto è rimasto nel complesso stabile, ma il comparto turistico ha confermato una dinamica espansiva diffusa a tutto il territorio: le presenze sono aumentate dell'8,5 per cento, raggiungendo un nuovo massimo di quasi 8 milioni; significativa la crescita della componente estera (16,3 per cento).

Nel 2025 il reddito disponibile nominale delle famiglie umbre è aumentato (3,0 per cento), in linea con l'anno precedente; tuttavia, l'incremento in termini reali si è attenuato (1,4 per cento) per effetto di un'inflazione leggermente più elevata. L'espansione del reddito ha favorito quella dei consumi: nel complesso dello scorso anno sono cresciuti dell'1,5 per cento.

La flessione del credito all'economia si è progressivamente attenuata fino ad arrestarsi alla fine dell'anno: alla ripresa dei prestiti alle famiglie (2,8 per cento), sospinta dai mutui abitativi, si è contrapposta la perdurante riduzione di quelli alle imprese (-2,2 per cento), soprattutto per le aziende più rischiose. Il costo dei finanziamenti è diminuito, in linea con l'orientamento della politica monetaria.

 

 

Categorie: Imprese: struttura e competitività | Umbria

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