Rapporto sull’economia del mare 2026

10.07.2026

Online la XIV edizione del Rapporto, sulla Blue Economy italiana

Tipo di prodotto: rapporto annuale
Periodo di riferimento: 2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: https://www.unioncamere.gov.it

Il Rapporto nazionale sull’economia del mare 2026 è curato da: Osservatorio nazionale sull’economia del mare OsserMareCentro studi Tagliacarne -UnioncamereCamera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network.

La quattordicesima edizione del Rapporto sulla  Blue Economy italiana, analizza i diversi settori che compongono la forza produttiva “blu”: le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri via mare, la ricerca, regolamentazione e tutela ambientale. 

Questa edizione propone anche un’analisi approfondita dedicata al capitale umano e alle competenze nelle imprese dell’economia del mare tra transizione green e digitale.

Tra i dati si legge che nel 2025 con 253.599 imprese e 1.133.949 di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 78,9 miliardi di euro, che, se consideriamo il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del Pil nazionale. Sotto il profilo geografico, l’economia del mare mostra una prevedibile e forte concentrazione nelle aree costiere, dove insistono 218.983 imprese, equivalenti all’86,3% del totale delle imprese blu. In questi territori, la Blue Economy arriva a incidere per il 10,6% sull’intero sistema imprenditoriale.

La Liguria si posiziona al vertice della classifica con un’incidenza dell’11%, seguono le due regioni insulari, la Sardegna (8,0%) e la Sicilia (6,8%), dove i comparti radizionali, e in particolare il turismo in senso ampio, assumono un ruolo reponderante. Nel centro Italia spicca il Lazio, al quarto posto della classifica nazionale (6,5%), sostenuto dalla presenza combinata di funzioni turistiche, portuali e amministrative. Presentano valori decisamente superiori alla media nazionale anche la Campania (6,1%), la Calabria (6,0%), le Marche (5,9%) e la Puglia (5,6%), a conferma della rilevanza del mare nei rispettivi sistemi economici, mentre risultano più prossimi al valore medio nazionale l’Abruzzo (4,8%) ed il Friuli-Venezia Giulia (4,5%).

Categorie: Imprese: struttura e competitività | Comune di Frosinone | Unioncamere - Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura | Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne | Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura di Frosinone Latina

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