Coesione è competizione

17.06.2026

Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro studi Tagliacarne pubblicano il rapporto

Tipo di prodotto: rapporto annuale
Periodo di riferimento: 2020-2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: https://www.unioncamere.gov.it

 

Il rapporto https://www.unioncamere.gov.it/sites/default/files/articoli/2026-06/Coesione%20def.pdfCoesione è competizione è curato da Fondazione Symbola Unioncamere, col Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Aiccon e Ipsos Doxa.

La pubblicazione analizza i fattori più significativi della competitività del Paese, sottolineando l’importanza della collaborazione per le imprese, intendendo la coesione come fattore utile a migliorare il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, ad accrescere il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti.

Secondo il rapporto, nel corso dell’ultimo quinquennio le imprese coesive sono aumentate, passando dal 37,4% del 2020 al 43,5% del 2025, così come è cresciuto anche il numero medio di relazioni che le stesse hanno instaurato con i diversi attori delle filiere, dei mercati e dei territori (da 1,7 del 2020 a 2,9 del 2025).

Rispetto al quinquennio precedente cresce soprattutto la collaborazione con banche (+23 punti percentuali) ed enti non profit (+13 punti percentuali), scuole e università, altre imprese e associazioni di categoria (+10 p.p.), clienti (+7 p.p.) e istituzioni (+6 p.p.). 

Tra il 2020 e il 2025 le imprese coesive crescono in maniera trasversale a tutte le classi dimensionali. L’incremento più marcato interessa le piccole imprese, che passano dal 41% al 50%. Anche le microimprese mostrano un rafforzamento della dimensione coesiva, con un aumento di quasi tre punti percentuali (dal 29% al 31%), mentre le medio-grandi imprese consolidano livelli già elevati di relazionalità, raggiungendo il 70%.

Le imprese coesive mostrano una propensione agli investimenti green nettamente superiore rispetto alle imprese non coesive, sia nel triennio 2023-2025 sia nelle previsioni per il periodo 2026-2028. Nel primo caso, la quota di imprese coesive che investe in sostenibilità ambientale raggiunge il 68%, contro il 41% delle non coesive; nel secondo, le quote si attestano rispettivamente al 65% e al 38%.

Nel triennio 2023-2025, infine, oltre tre quarti delle imprese a maggiore relazionalità hanno adottato tecnologie digitali 4.0, contro il 49% delle non coesive.

Categorie: Imprese: struttura e competitività | Unioncamere - Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura | Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne

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