Rendiconto di genere 2025

26.02.2026

L'Inps pubblica il rapporto che offre una fotografia delle disparità di genere in Italia

Tipo di prodotto: Rapporto 2025
Periodo di riferimento: 2021-2024
Anno di edizione: 2025
Disponibile su: www.inps.it/it/it.html

 

L'Inps diffonde la terza edizione del Rendiconto di genere. La pubblicazione, a cura del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, è basata su dati provenienti da varie fonti statistiche ufficiali, tra cui l’Inps, l’IstatAlmaLaureaAlmaDiploma, il Ministero dell’istruzione e del merito (Mim), il Ministero dell'Interno, la Commissione europea ed Eurostat. Il rapporto mette in luce i progressi raggiunti nel perseguimento della parità di genere e le rilevanti disuguaglianze ancora esistenti, analizzando anche la posizione dell'Italia nel contesto internazionale.

Come si legge nella nota che accompagna la diffusione, sono ancora rilevanti le condizioni di svantaggio delle donne nel nostro Paese, nell’ambito lavorativo, familiare e sociale. Nel 2024 il tasso di occupazione femminile in Italia si attesta al 53,3%, rispetto al 71,1% di quello maschile; inoltre, le assunzioni femminili rappresentano solo il 42,2% del totale. L’instabilità occupazionale coinvolge soprattutto le donne, in quanto solo il 36,7% delle loro assunzioni è a tempo indeterminato, a fronte del 63,3% di quelle degli uomini. Anche il part-time involontario riguarda più le donne (13,7% degli occupati) che gli uomini (4,6%) e resta rilevante il divario retributivo di genere, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre venticinque punti percentuali rispetto agli uomini.

Per quanto riguarda il livello di istruzione, anche se le donne superano gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) sia tra i laureati (59,4%), questa loro superiorità nel percorso di studi non si traduce in una maggiore presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro. Infatti, solo il 21,8% dei dirigenti è donna mentre tra i quadri il genere femminile rappresenta il 33,1%.

Le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura, tanto che nel 2024 le giornate di congedo parentale da loro fruite sono complessivamente pari a 15,4 milioni, contro gli appena 2,8 milioni di giornate fruite dagli uomini.

Per quanto concerne le prestazioni pensionistiche, sebbene le donne siano numericamente superiori tra i beneficiari di pensioni (circa 8 milioni contro 7,4 milioni), permangono significative differenze negli importi erogati. 

Riguardo alla violenza di genere, un altro tema affrontato dal rapporto, le denunce per violenza di genere sono aumentate, evidenziando una situazione ancora grave, seppure anche una maggiore propensione a denunciare i casi. Nel 2021 le beneficiarie del “reddito di libertà”, erogato dall’Inps alle donne vittime di violenza in ambito familiare, sono state in tutto 2.418; negli anni successivi però questi trattamenti sono stati confermati solo in alcune regioni (Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia) e finanziati con risorse regionali. Per il 2025 sono stati sbloccati nuovi fondi che hanno permesso di accogliere 3.711 domande.

Categorie: Assistenza e previdenza | Inps - Istituto nazionale della previdenza sociale

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