Le comunità migranti in Italia

19.02.2026

Il Ministero del lavoro diffonde i sedici rapporti annuali, con dati riferiti al 2024

Tipo di prodotto: Rapporti
Periodo di riferimento: 2024
Anno di edizione: 2025
Disponibile su: www.lavoro.gov.it/

 

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali pubblica i sedici Rapporti annuali sulle caratteristiche delle comunità migranti in Italia nel 2024, realizzati in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia e basati sulla elaborazione di dati provenienti da diverse fonti istituzionali, tra cui il Cespi, che ha fornito un’analisi dell’inclusione finanziaria e delle rimesse. La pubblicazione include quest’anno un approfondimento sul contesto di origine curato dalla Banca Mondiale. L’edizione 2025, inoltre, viene diffusa in una forma editoriale rinnovata dal punto di vista dei contenuti e grafico, orientata a una maggiore sintesi e di una più immediata fruibilità.

Ciascun rapporto descrive le caratteristiche e i processi di inclusione delle sedici comunità più numerose in Italia: albanese, bangladese, cinese, ecuadoriana, egiziana, filippina, indiana, marocchina, moldava, nigeriana, pakistana, peruviana, senegalese, srilankese, tunisina, ucraina. Oltre a un’analisi delle caratteristiche socio demografiche e dei motivi di ingresso e presenza dei cittadini appartenenti alle varie collettività, i rapporti contengono approfondimenti sui minori e sul sistema scolastico, sull’accesso al mercato del lavoro, al sistema di welfare e alla cittadinanza, sulla partecipazione della componente femminile, oltre che l’inclusione finanziaria.

Nella nota che accompagna la diffusione, si legge che alla fine del 2024 i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia sono 3.810.714, con un incremento del 5,6% rispetto al 2023. Gli aumenti più consistenti riguardano le comunità bangladese (+16,9%), pakistana (+13,2%), tunisina (+12,8%). Le sedici nazionalità extra Ue più numerose sul territorio italiano risultano comunque confermate rispetto all’anno precedente: la prima è la comunità ucraina, seguita da quella marocchina e da quella albanese.  

Nel 2024, inoltre, sono stati rilasciati 290.119 nuovi permessi di soggiorno, in diminuzione rispetto all’anno precedente del 12,3%; la flessione riguarda dieci delle sedici principali collettività ed è particolarmente accentuata per i cittadini ucraini (-54%). Per oltre la metà delle nazionalità considerate (9 su 16), i motivi familiari costituiscono la principale ragione di ingresso. Le acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di cittadini di origine non comunitaria sono invece 199.797 (+1,9% rispetto al 2023). Albania e Marocco sono i principali Paesi di origine dei nuovi cittadini italiani.

La presenza non comunitaria rappresenta un elemento strutturale e sempre più rilevante del mercato del lavoro (anche in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione nazionale). Gli occupati extra Ue con più di 15 anni sono 1.766.720, il 7,4% della popolazione lavorativa. Gli indicatori mostrano differenze significative tra le cittadinanze: il tasso di occupazione, pari al 61,3% per l’insieme dei non comunitari, raggiunge infatti i valori più elevati tra filippini (82%) ed ecuadoriani (73,8%) e i più bassi tra tunisini (43,4%) e marocchini (47%).

Queste differenze sono influenzate da molteplici fattori, tra cui è centrale il livello di partecipazione femminile al mercato del lavoro; nel 2024 il tasso di occupazione delle donne non comunitarie è pari al 46,5%, inferiore di quasi 30 punti rispetto a quello maschile e più basso rispetto al dato femminile italiano (53,7%). Queste dinamiche variano sensibilmente tra le comunità e risentono anche di fattori sociali e culturali legati ai Paesi di origine.

Categorie: Lavoro | Ministero del lavoro e delle politiche sociali | Sviluppo Lavoro Italia S.p.A.

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