Rapporto sull'evento nascita in Italia
Il Ministero della salute pubblica i dati CeDAP relativi al 2024
Tipo di prodotto: rapporto annuale
Periodo di riferimento: 2024
Anno di edizione: 2025
Disponibile su: http://www.salute.gov.it
L'Ufficio di statistica del Ministero della salute diffonde il Rapporto sull'evento nascita in Italia, che illustra le analisi dei dati derivati dal flusso informativo dei Certificati di assistenza al parto (CeDAP) relativi al 2024. La rilevazione costituisce la più completa fonte di informazioni sanitarie, epidemiologiche e socio-demografiche relative all’evento nascita a livello nazionale.
La pubblicazione offre informazioni sulla gravidanza e il parto, le caratteristiche socio demografiche delle madri, le caratteristiche dei neonati, gli aspetti sanitari e medici, inclusa la procreazione medicalmente assistita, riportando anche le relative tavole statistiche.
Tra i dati si legge che nel 2024 il 90,7% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati, il 9,1% nelle case di cura e solo lo 0,12% altrove (altra struttura di assistenza, domicilio, etc.). circa il 20,5% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana.
Tale fenomeno è più diffuso nelle aree del Paese con maggiore presenza straniera, ovvero al Centro-Nord, dove più del 20% dei parti avviene da madri non italiane; in particolare, in Emilia Romagna, Liguria e Marche oltre il 31% delle nascite è riferito a madri straniere.
Le aree geografiche di provenienza più rappresentate, sono quella dell’Africa (30,9%) e dell’Unione Europea (16,6%). Le madri di origine Asiatica e Sud Americana costituiscono rispettivamente il 21,7% e l’8,2% delle madri straniere. L’età media della madre è di 33,3 anni per le italiane mentre scende a 31,3 anni per le cittadine straniere. In media, nel 2024 il 29,8% dei parti è avvenuto con taglio cesareo.
Delle donne che hanno partorito nell’anno 2024 il 41,5% ha una scolarità medio alta, il 21,9% medio bassa ed il 36,6% ha conseguito la laurea. Fra le straniere prevale invece una scolarità medio bassa (40,9%).
Infine il ricorso ad una tecnica di procreazione medicalmente assistita (Pma) risulta effettuato in media in 4,2 gravidanze ogni 100. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell’utero (Fivet), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (Icsi).
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