Il consumo di suolo in Italia

L'Ispra pubblica il rapporto relativo al 2025

Tipo di prodotto: rapporto annuale 
Periodo di riferimento: 2025
Anno di edizione: 2026- Report Ambientali Snoa n. 50/2026 – Isbn
Disponibile su: https://www.snpambiente.it/

 

Il rapporto Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici è curato dall'Ispra, che si avvale anche del lavoro di monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa). Il volume, insieme alla cartografia e alle banche dati di indicatori allegati, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo e permette di valutare il degrado del territorio e l’impatto del consumo di suolo sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

In particolare questa edizione fornisce anche una prima mappatura sulle potenzialità di ripristino nei territori e assicura la disponibilità di dati utili per le attività di monitoraggio degli ecosistemi urbani previste dal regolamento europeo sul ripristino della natura e dei processi di impermeabilizzazione, rimozione, artificializzazione e riutilizzo del suolo previste dalla direttiva europea su  monitoraggio e resilienza del suolo.

Gli ultimi dati mostrano una crescita significativa del consumo di suolo: nel 2025 sono rilevati 102,4 km² di territorio trasformato in aree artificiali, il 22,4% in più del 2024. Il ritmo raggiunge i 3,2 m² al secondo, oltre 280.000 m² al giorno. La crescita delle superfici artificiali è solo in piccola parte compensata dal ripristino di aree naturali, pari a quasi 7,5 km2, dovuti al passaggio da suolo consumato a suolo non consumato. Il consumo netto arriva così a 95 km², il valore più alto mai registrato dal 2012. L’incremento netto percentuale annuo del suolo consumato nel 2025 ha raggiunto lo 0,44%, il doppio della crescita registrata dieci anni prima.

Le regioni con maggiore copertura artificiale sono Lombardia (12,27%), Veneto (11,87%) e Campania (10,65%) mentre le maggiori perdite di suolo nel 2025 si registrano in Sicilia (+1.619 ettari), Lazio (+1.436 ettari), Puglia (+1.198 ettari), Lombardia (+1.093 ettari), Piemonte (+854 ettari), Campania (+740 ettari) e Veneto (+584 ettari). 

Il Lazio registra anche il tasso di incremento relativo più alto (+1,01% di nuovo consumo rispetto alla superficie artificiale esistente), seguito da Sicilia (+0,96%) e Puglia (+0,76%). La Valle d’Aosta e la Liguria (entrambe con 33 ettari) sono le uniche regioni ad aver contenuto il loro consumo al di sotto di 50 ettari, pur con una tendenza all’aumento rispetto all’anno precedente.

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