Prima e dopo il terremoto del 1976 in Friuli-Venezia Giulia

La Regione pubblica un report a 50 anni dal sisma

Nel cinquantesimo anniversario del terremoto, l’Ufficio di statistica della Regione Friuli-Venezia Giulia pubblica un report in cui ricostruisce le principali trasformazioni demografiche, economiche e territoriali intervenute in Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione ai comuni colpiti dal sisma, utilizzando i dati dei Censimenti e di altre fonti della statistica ufficiale. Il report integra inoltre un approccio controfattuale volto a valutare se le differenze osservate nei territori maggiormente colpiti siano riconducibili agli effetti del terremoto o a processi di trasformazione già in corso.

Le due scosse di terremoto del 6 maggio e 15 settembre provocano 989 vittime e 2.607 feriti; circa 10 mila persone restano prive dell’abitazione. I comuni colpiti sono 137 (il 62,6% dei comuni della regione), di cui 45 successivamente classificati come disastrati (completamente o gravemente distrutti), 40 gravemente danneggiati (con funzionalità solo parziale) e 52 danneggiati (con danni limitati a poche strutture edilizie).

Al censimento del 1981, la popolazione residente nei comuni colpiti è di 588 mila abitanti (+3,4% rispetto al censimento del 1971); in particolare, la popolazione aumenta nei comuni danneggiati (+5,9%) e gravemente danneggiati (+1%) a fronte di un calo dell’1,2% in quelli disastrati. Nei comuni non colpiti delle province di Udine, Pordenone e Gorizia, l’incremento demografico è più sostenuto (+5,1%). Tra il 1971 e il 1981, le unità locali delle imprese aumentano del 38,5% nell’intera regione e i relativi addetti del 19,7%, a fronte di aumenti rispettivi del 27,4% e 20,7% a livello nazionale. 

L’analisi controfattuale mostra che le dinamiche demografiche osservate nei comuni disastrati non differiscono significativamente da quelle dei comuni gravemente danneggiati e danneggiati, suggerendo che le principali trasformazioni sarebbero avvenute anche in assenza dell’evento calamitoso. Per quanto riguarda la struttura produttiva, il confronto tra i 45 comuni disastrati e 31 comuni (danneggiati e non danneggiati) statisticamente comparabili evidenzia invece un effetto significativo sulla crescita occupazionale. Tra il 1971 e il 1981, gli addetti delle unità locali aumentano dell’80% nei comuni disastrati, a fronte del 47% nei comuni del gruppo di controllo. Particolarmente marcata risulta la crescita nelle costruzioni (+336% contro +216%), mentre non emergono differenze significative nella manifattura e nel commercio.

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