Tipo di prodotto: rapporto triennale
Periodo di riferimento: 2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: Invalsi – Indagini internazionali
Il Rapporto Nazionale PISA 2025, pubblicato dall’Invalsi, presenta i risultati per l'Italia dell’indagine internazionale Programme for International Student Assessment (PISA) promossa dall’Ocse e relativa al 2025. PISA è un’indagine internazionale che rileva le competenze degli studenti quindicenni, che hanno in molti Paesi l'età coincidente con la fine della scuola dell'obbligo, per verificare in che misura siano in grado di utilizzare conoscenze e abilità in situazioni reali e non soltanto di riprodurre quanto appreso a scuola.
Nel 2025 hanno partecipato all'indagine oltre 760.000 studenti, rappresentativi di circa 33 milioni di quindicenni in 91 Paesi . In Italia il campione è composto da 285 scuole e circa 9.000 studenti, rappresentativi di oltre 500.000 quindicenni scolarizzati. Per ogni ciclo PISA viene approfondito uno dei tre ambiti fondamentali, scienze, lettura e matematica, e l'indagine 2025 ha avuto come ambito principale la competenza scientifica, intesa come la capacità di confrontarsi con le idee scientifiche e di utilizzare conoscenze, evidenze e informazioni per spiegare fenomeni, valutare indagini, prendere decisioni informate e agire in contesti personali e collettivi. Oltre a scienze, lettura e matematica, il ciclo 2025 ha incluso, come tema innovativo, l’apprendimento nel mondo digitale (Learning in a Digital World), riferito alla capacità di costruire conoscenza e risolvere problemi attraverso processi iterativi e autoregolati e strumenti computazionali. L’Italia, inoltre, ha partecipato alla nuova opzione di valutazione dell’inglese come lingua straniera (Foreign Language Assessment), i cui risultati saranno pubblicati nel 2027.
Riguardo ai risultati, in scienze gli studenti italiani ottengono un punteggio medio di 483 punti, in linea con la media dei Paesi Ocse; il 78% degli studenti raggiunge almeno il Livello 2, soglia di competenza di base, contro il 74% della media Ocse. In lettura l’Italia consegue 474 punti, un risultato significativamente superiore alla media Ocse (461); il 76% degli studenti, infatti, raggiunge almeno il Livello 2, contro il 69% medio Ocse. In matematica il punteggio medio italiano è pari a 468 punti, in linea con la media Ocse (463); il 69% degli studenti raggiunge almeno il Livello 2, rispetto al 65% della media. Rispetto al 2022, i punteggi medi italiani nei tre domini principali risultano sostanzialmente stabili. Il Rapporto evidenzia, inoltre, che, nella scala di scienze ambientali, gli studenti italiani ottengono 482 punti, un risultato in linea con la media Ocse (480), mentre nel problem solving computazionale la performance italiana risulta più debole rispetto al quadro internazionale.
Le differenze di genere assumono profili diversi nei tre ambiti: in scienze non si osserva una differenza significativa nel punteggio medio mentre in lettura le ragazze superano i ragazzi di 28 punti e in matematica i ragazzi superano le ragazze di 17 punti. Permangono differenze territoriali e tra percorsi di istruzione. Le macroaree del Nord, infatti, ottengono mediamente risultati più elevati rispetto al Centro e soprattutto al Sud: in scienze il divario tra le aree con i punteggi medi più alti e quelle con i punteggi più bassi è di circa 50 punti; in matematica si osservano 55 punti di differenza tra Nord Ovest (492) e Sud (437). Anche per tipologia di istruzione i divari sono marcati: gli studenti dei licei conseguono i risultati medi più elevati, seguiti da quelli degli istituti tecnici; gli studenti degli istituti professionali e della formazione professionale presentano risultati medi più bassi. In matematica, ad esempio, i punteggi medi sono 501 nei licei, 449 negli istituti tecnici, 386 negli istituti professionali e 392 nei Centri di formazione professionale.
Il Rapporto dedica attenzione anche al tema dell’equità: in Italia il background socioeconomico e culturale spiega circa l’11% della variabilità dei risultati in scienze e matematica e il 10% di quelli in lettura. Tra gli studenti appartenenti al quartile socioeconomico più avvantaggiato e quelli del quartile più svantaggiato si osservano differenze di circa 80 punti nei tre domini principali, leggermente inferiori ai corrispondenti divari medi Ocse. Oltre alle prove cognitive l'indagine ha compreso questionari di contesto che consentono di interpretare i risultati alla luce delle caratteristiche individuali, familiari e scolastiche. I Paesi possono, inoltre, aderire a questionari opzionali e l’Italia ha partecipato al questionario sulla familiarità con il computer e a quello rivolto ai genitori, raccogliendo così informazioni aggiuntive sull’uso delle tecnologie e sul contesto familiare degli studenti.


