Occupati e persone in cerca di occupazione in Trentino

L’Ispat pubblica i dati relativi al secondo trimestre 2026

Il nuovo report predisposto dall’Ispat presenta la dinamica del mercato del lavoro in Trentino nel secondo trimestre 2026. La rilevazione Istat sulle forze di lavoro, in provincia di Trento, è coordinata dall’Ispat.

Nel secondo trimestre 2026 il mercato del lavoro trentino registra su base annua una flessione dell’occupazione (-0,8%). Calano i lavoratori dipendenti (-0,8%), dopo gli aumenti rilevati nei trimestri precedenti, mentre prosegue la flessione degli indipendenti (-0,7%). A fronte di forze di lavoro che rimangono invariate, aumentano le persone in cerca di occupazione (+33%), cui corrisponde una riduzione degli inattivi in età lavorativa (-2%) che, precedentemente al di fuori del mercato del lavoro, decidono di rientrarvi attivamente. Le donne occupate crescono (+0,7%) mentre gli uomini occupati sono in flessione (-2%). Queste dinamiche si riflettono sui rispettivi indicatori: il tasso di occupazione rimane stabile al 71,4%, il tasso di disoccupazione raggiunge il 3,1% mentre il tasso di inattività si attesta al 26,2%.

Le forze di lavoro, pari a 258,7 mila unità, si mantengono su livelli stabili rispetto allo stesso trimestre del 2025. Il tasso di attività sale al 73,8%, coinvolgendo entrambe le componenti di genere con intensità simili. La partecipazione femminile al mercato del lavoro sale al 69% (+0,4 punti percentuali), mentre quella maschile raggiunge il 78,4% (+0,6 punti percentuali).

Gli occupati calano su base tendenziale dello 0,8%, attestandosi oltre le 250,5 mila unità. A tale risultato contribuisce negativamente la sola componente maschile (-2%); in aumento quella femminile (+0,7%). L’occupazione continua a crescere nelle costruzioni (+6,3%, +1.295 unità), confermando il trend positivo già rilevato nel trimestre precedente, e nelle altre attività dei servizi (+4,8%, +5.988 unità). In flessione i restanti settori, tra cui l’agricoltura (-18,2%, -2.308 unità), l’industria in senso stretto (-9,7%, -4.401 unità) e il comparto del commercio, alberghi e ristoranti (-5,2%, -2.615 unità).

Le persone in cerca di occupazione raggiungono le 8,1 mila unità, in aumento su base annua del 33%, coinvolgendo esclusivamente la componente maschile, che compensa ampiamente la flessione di quella femminile (-20%). I disoccupati ex-occupati registrano l’unico calo (-8,8%), imputabile esclusivamente alla componente femminile, mentre i disoccupati ex-inattivi, transitando dall’inattività alla ricerca attiva di un lavoro, evidenziano l’aumento più sostenuto, coinvolgendo in misura significativa entrambi i generi.

Il tasso di occupazione (15-64 anni) si mantiene stabile al 71,4% (75,6% per gli uomini, 67,1% per le donne), come risultato di due dinamiche di genere contrapposte (-1 punto percentuale i maschi, +0,9 punti percentuali le femmine). L’effetto combinato di questi andamenti determina una riduzione su base annua del gap di genere pari a 1,9 punti percentuali. A livello nazionale lo stesso tasso sale al 63,4%. Il tasso di disoccupazione (15-74 anni), pari al 3,1% (3,5% gli uomini, 2,8% le donne), registra un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello nazionale il tasso di disoccupazione scende al 5,9%. Il tasso di inattività (15-64 anni) si attesta al 26,2% (-0,6 punti percentuali su base annua). Gli inattivi maschi si posizionano al 21,6%, mentre le femmine inattive si attestano al 31%. A livello nazionale lo stesso tasso scende al 32,5%.

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