L’Ires Friuli-Venezia Giulia analizza in due note i dati del primo trimestre dell’anno sugli occupati e disoccupati e sulle esportazioni regionali.
Nel primo documento si legge che, nei primi tre mesi del 2026, gli occupati nella regione sono in media 532.900, in aumento di 2.800 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+0,5%). La crescita riguarda esclusivamente la componente maschile (+4.400 unità, pari a +1,5%) e si concentra sul lavoro dipendente (+7.700 unità; +1,8%). Con riferimento agli andamenti settoriali, il risultato generale è determinato dalla dinamica positiva dell’industria (+2.400 unità) mentre l’occupazione negli altri comparti dell’economia regionale registra scostamenti di lieve entità rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Il tasso di occupazione (15-64 anni) si attesta al 70%, mantenendo un significativo divario di genere (76,1% per gli uomini; 63,7% per le donne). Le persone in cerca di occupazione sono 23.200, in crescita di 500 unità come risultato di due dinamiche contrapposte: da un lato il significativo calo dei disoccupati maschi (-3.600), dall’altro l’incremento altrettanto sensibile delle femmine (+4.100). All’aumento delle disoccupate fa da contraltare la ugualmente rilevante diminuzione delle donne inattive (-5.700), a suggerire un consistente flusso di donne passate dalla condizione di inattività alla ricerca attiva di una occupazione. Infine, nel primo trimestre del 2026 sono state aperte 3.378 nuove partite Iva, il 4,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A livello nazionale solo la Valle d’Aosta registra un aumento di maggiore entità in termini relativi (+17,4%).
Passando alle esportazioni, il valore delle vendite estere delle imprese del Friuli-Venezia Giulia registra, nel periodo gennaio-marzo 2026, la contrazione più marcata tra tutte le regioni italiane (-35,4%) rispetto allo stesso periodo del 2025, scendendo da 6,2 a 4 miliardi di euro. Nello stesso periodo, anche le importazioni registrano una sensibile flessione (-9,6%), con una conseguente decisa diminuzione dell’avanzo commerciale, che passa da 3,6 a 1,7 miliardi di euro (-54%). Il risultato negativo è determinato dalla cantieristica navale, soggetta a un’elevata variabilità dell’export nel tempo; le vendite verso l’estero di navi e imbarcazioni si sono quasi azzerate (6,6 milioni di euro) dopo aver superato i 2,2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2025. Al netto di questo comparto, il valore complessivo delle esportazioni sarebbe positivo (+1,2%) e in linea con la dinamica nazionale. L’andamento altalenante della cantieristica navale si riflette nelle rilevanti diminuzioni registrate dalle esportazioni, dipendenti dalla nazionalità dell’armatore, verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%). Anche l’export verso la Francia presenta un saldo negativo rispetto al primo trimestre 2025 (-6,8%) mentre Ungheria (+38,7%), Slovenia (+17,9%), Austria (+8,7%) e Regno Unito (+7,8%) fanno segnare dei risultati positivi.


