Tipo di prodotto: rapporto
Periodo di riferimento: anno 2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su www.bancaditalia.it/
L’economia della Liguria fa parte della serie di rapporti annuali della collana Economie regionali, curati dalla Banca d'Italia e dedicati all’analisi della struttura economica e finanziaria delle economie locali. Le pubblicazioni, contenenti le informazioni riferite al 2025, sono basate sull’elaborazione di varie fonti di dati, tra cui le statistiche ufficiali prodotte da Inps, Ministero dello sviluppo economico, Istat e Agenzia delle entrate. Nel 2025 l'attività economica in Liguria è cresciuta leggermente. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia, nell'anno il prodotto sarebbe aumentato dello 0,8 per cento, un valore di poco superiore alla media italiana. L'incertezza sull'evoluzione della domanda, alimentata dai conflitti in corso e dalle perduranti tensioni geopolitiche e commerciali, condiziona le aspettative per i prossimi mesi, che sono improntate a cautela. Nell'industria in senso stretto l'occupazione si è lievemente incrementata, mentre il numero delle ore lavorate e il fatturato a prezzi costanti si sono mantenuti su livelli allineati a quelli dello scorso anno; l'accumulazione di capitale fisso è cresciuta. Nelle costruzioni l'attività ha continuato a rallentare, nonostante il sostegno dato dalla prosecuzione dei lavori relativi alle principali opere infrastrutturali. Nel comparto immobiliare le compravendite di abitazioni sono tornate ad aumentare, con prezzi in rialzo; anche le transazioni di immobili non residenziali sono salite. Le presenze turistiche sono diminuite di poco, sia nella componente domestica sia in quella straniera; tale dinamica ha riflesso una lieve riduzione della permanenza media, mentre gli arrivi sono cresciuti. Il numero dei passeggeri in transito nei porti liguri è salito, sostenuto dal segmento delle crociere. Dopo la stabilizzazione registrata l'anno precedente, nel 2025 l'occupazione in Liguria è tornata a crescere, grazie all'aumento dei lavoratori dipendenti. Le assunzioni nette sono complessivamente diminuite, ma si sono incrementate leggermente quelle con contratto a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto e la partecipazione al mercato del lavoro è salita.


