L’Ice e l’Istat diffondono l’Annuario statistico Istat-Ice 2026 Commercio estero e attività internazionali delle imprese.Giunto alla sua ventottesima edizione, l’Annuario è realizzato nell’ambito del Sistema statistico nazionale grazie alla collaborazione tra l’Istat e l’Agenzia Ice, a cui si aggiunge il contributo della Banca d’Italia. La pubblicazione offre agli operatori economici e al pubblico un'ampia base informativa sugli scambi di merci e servizi, sugli investimenti diretti esteri dell'Italia, sulla struttura e le attività realizzate dai principali attori presenti sul territorio nazionale. L’edizione 2026 include le sezioni dedicate alle statistiche sulle imprese esportatrici per genere, ai dati sulla tipologia di governance delle imprese esportatrici, alle statistiche sugli scambi internazionali di servizi per caratteristiche d’impresa e all’approfondimento sul tema della sostenibilità ambientale.
Nel 2025 il commercio mondiale di beni, misurato in dollari ed espresso a prezzi correnti, registra un aumento del 7,2% rispetto al 2024. Questo risultato riflette una crescita sia dei volumi scambiati (+4,7%) sia, in misura minore, dei valori medi unitari (+1,9%). Il valore in euro delle esportazioni di merci dell’Italia ammonta a 643,2 miliardi di euro e registra una crescita del 3,3%, sostenuta dall’aumento delle vendite di beni di consumo non durevoli, beni intermedi e beni strumentali mentre diminuiscono le esportazioni di energia e beni di consumo durevoli. Il valore delle merci importate, pari a 592,5 miliardi di euro, cresce del 3,2%, per effetto principalmente del forte aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli. Queste dinamiche determinano un miglioramento del saldo commerciale del nostro Paese, risultato positivo per 50,7 miliardi di euro (era +48,3 miliardi nel 2024).
Nel 2025 la quota di mercato dell’Italia sulle esportazioni mondiali di merci (misurata in dollari) è in lieve aumento (2,77%, da 2,75% nel 2024).
Nel 2025 le esportazioni nazionali di servizi ammontano a 148,6 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024 (+4,4%); le importazioni raggiungono i 156,5 miliardi (+5,4% rispetto al 2024). I flussi di investimenti netti diretti all’estero, misurati in euro, sono invece diminuiti in misura marcata (-49,7%) e quelli in Italia hanno registrato una riduzione ancora più ampia (-89,4%). La Germania si conferma il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane, con una quota dell’11,2% dell’export nazionale. Stati Uniti e Francia si collocano al secondo e al terzo posto tra i Paesi partner, con quote pari, rispettivamente, al 10,8% e al 10,1%; seguono Spagna (5,9%), Svizzera (5,5%) e Regno Unito (4,2%). Rispetto al 2024 gli incrementi maggiori della quota sulle esportazioni mondiali si registrano per medicinali e preparati farmaceutici (da 5,99% a 7,39%), navi e imbarcazioni (da 6,42% a 7,42%) e pietre tagliate, modellate e finite (da 15,29% a 15,88%); i cali più ampi riguardano gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; pietre preziose lavorate (da 8,61% a 6,75%) e macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili (da 9,75% a 9,05%).
In termini settoriali, il 50,2% delle imprese esportatrici attive nel 2024 è costituito da imprese manifatturiere (con un peso del 76,3% sul valore complessivo delle esportazioni delle imprese industriali e dei servizi). Seguono le imprese commerciali, che rappresentano il 36,9% del totale, e quelle attive in altri settori, pari al 12,9%.
L’analisi per tipologia di governance delle imprese esportatrici manifatturiere conferma il ruolo rilevante nell’export italiano di quelle appartenenti a gruppi multinazionali.


