Il nuovo report predisposto dall’Ispat presenta la dinamica del mercato del lavoro in Trentino nel primo trimestre 2026. La rilevazione Istat sulle forze di lavoro, in provincia di Trento, è coordinata dall’Ispat.
Nel primo trimestre 2026 il mercato del lavoro trentino registra una flessione di pari intensità dell’occupazione e delle forze di lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,1%). Crescono i lavoratori dipendenti (+0,7%) e prosegue il calo della componente degli indipendenti (-8,5%). Le persone in cerca di occupazione si riducono (-1,1%), mentre crescono gli inattivi in età lavorativa (+2,6%). Il calo dell'occupazione e delle forze di lavoro è determinato interamente dalla componente femminile, a fronte di una sostanziale stabilità di quella maschile. Allo stesso modo, la diminuzione delle persone in cerca di occupazione e la crescita degli inattivi interessano la sola componente femminile. Queste dinamiche si riflettono sui rispettivi indicatori: il tasso di occupazione scende al 70,8%, l’inattività raggiunge il 27,9% e il tasso di disoccupazione si conferma stabile all’1,7%.
Le forze di lavoro sfiorano le 254 mila unità e rispetto allo stesso trimestre del 2025 registrano una flessione dell’1,1%. Il calo è determinato esclusivamente dalla componente femminile (-2,6%), a fronte di una sostanziale stabilità di quella maschile (+0,2%). Il tasso di attività scende al 72,1%, condizionato dalla flessione della partecipazione femminile che si attesta al 67,3%, mentre quella maschile si mantiene sostanzialmente stabile al 76,7%.
Gli occupati si attestano oltre le 249 mila unità, in calo dell’1,1% rispetto allo stesso trimestre del 2025. A tale risultato contribuisce negativamente la componente femminile (-2,2%), mentre l’occupazione maschile resta pressoché invariata (-0,1%). L’occupazione registra l’unica crescita nel settore delle costruzioni (+16,5%, +3.089 unità), superando la flessione del trimestre precedente. Al contrario, si inverte il trend per l'industria in senso stretto (-1,6%, -731 unità) e per le altre attività dei servizi (-1,1%, -1.408 unità). In flessione i restanti settori tra cui l’agricoltura (-20,6%, -1.655 unità) e il comparto del commercio, alberghi e ristoranti (-4,3%, -2.043 unità).
Le persone in cerca di occupazione si attestano sulle 4,2 mila unità, registrando un calo su base annua dell’1,1%, determinato interamente dalla flessione della componente femminile (-21,8%) che compensa ampiamente l’aumento di quella maschile (+25,2%). I disoccupati ex-occupati, che rappresentano la quota più consistente della disoccupazione complessiva (47,7%), registrano l’unico calo (-20,4%), coinvolgendo entrambi i generi.
Il tasso di occupazione (15-64 anni) scende al 70,8% (75,4% gli uomini, 66,2% le donne), registrando una flessione di 0,8 punti percentuali rispetto al 1° trimestre 2025. A causa della differente reattività di genere, si rileva un aumento del gap pari a 1,3 punti percentuali su base annua. A livello nazionale lo stesso tasso si mantiene stabile al 62,5%. Il tasso di disoccupazione (15-74 anni), pari all’1,7% (1,7% gli uomini, 1,6% le donne), rimane invariato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello nazionale il tasso di disoccupazione scende al 5,4%. Il tasso di inattività (15-64 anni) si porta al 27,9% (+0,7 punti percentuali su base annua). Gli inattivi maschi si posizionano al 23,3%, mentre le femmine inattive salgono al 32,7%. A livello nazionale lo stesso tasso sale al 33,8%.


