Nel periodo 12 marzo-4 maggio di quest’anno nella città metropolitana di Bologna la sospensione delle attività economiche imposta dall’emergenza Covid 19 riguarda il 46,8% delle imprese e il 34,7% degli addetti. Quasi tre quarti di queste realtà produttive opera nel settore dei servizi (71,3%) mentre la parte restante opera nel settore dell’industria, comprese le costruzioni (28,7%). La quota di addetti impiegata in questi due settori è rispettivamente pari al 57,9% e al 42%. Il commercio, in particolare, rappresenta il 29% del complesso delle imprese sospese, seguito dagli altri servizi e dalle costruzioni, con il 18%. La sospensione delle attività economiche in termini di addetti riguarda soprattutto l’industria (34%), seguita a distanza dal commercio (22%) e dall’alloggio e ristorazione (20%). Da marzo a maggio, inoltre, si registra una riduzione di 6.414 posizioni di lavoro dipendente, concentrata nel commercio, alloggio e ristorazione (-2.951 unità). Tra gennaio e maggio, infine, si osserva un massiccio ricorso alla cassa integrazione guadagni. Infatti, il totale delle ore autorizzate raggiunge quota 34,5 milioni, superando nettamente il picco del 2010 (26,9). Lo comunica il Servizio studi e statistica della Città metropolitana di Bologna in un report basato su elaborazioni di dati Istat, Infocamere e Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna. Questo studio costituisce la seconda parte del Rapporto sull'economia metropolitana nel contesto nazionale dal primo al terzo trimestre 2020
L’impatto del lockdown sull’economia di Bologna
La Città metropolitana pubblica un report con dati riferiti ai primi cinque mesi del 2020
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