Rapporto sull’economia a Livorno e Grosseto

La Camera di commercio Maremma e Tirreno diffonde un rapporto relativo al 2025

Tipo di prodotto: rapporto
Periodo di riferimento: anno 2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: www.lg.camcom.it/

Il Centro studi e servizi della Camera di commercio Maremma e Tirreno pubblica, in occasione della 24ª Giornata dell’Economica, il Rapporto strutturale sull’economia delle province di Livorno e Grosseto 2025 articolato in dieci capitoli che spaziano dal bilancio demografico alla contabilità territoriale.

Al 31 dicembre 2025 le sedi d’impresa registrate in Italia ammontano a poco più di 5,8 milioni, circa 27 mila in meno rispetto ad inizio anno, cifra che in termini relativi comporta un arretramento di mezzo punto percentuale. In Toscana si contano poco meno di 390 mila sedi, 3.500 unità in meno in ottica tendenziale, per una riduzione dello 0,9%, peggiore dunque dell’ambito nazionale. Le province in esame evidenziano perdite inferiori alla media regionale, con Grosseto (28.722 sedi, 0,2%) che fa sicuramente meglio di Livorno (31.853, -0,5%). La dotazione imprenditoriale della Cciaa Maremma e Tirreno conta dunque 60.575 sedi registrate, con una flessione assoluta di 199 unità e relativa del -0,3%.

Nelle province oggetto di analisi si contano 53.442 sedi d’impresa attive (quasi 28 mila a Livorno e meno di 26 mila a Grosseto), che “pesano” per oltre l’88% delle registrate. Nella composizione per status, seguono le inattive (4.755 unità, 7,8% del totale), le imprese in scioglimento o liquidazione (1.608, 2,6%), quelle soggette a procedure concorsuali (725, 1,2%) ed infine le sospese (45, 0,1%). La distribuzione delle imprese registrate negli otto Sel (Sistemi economici locali) che compongono le province di Livorno e Grosseto, vede un’ovvia maggiore densità nelle aree dei due capoluoghi, laddove si concentra anche la popolazione residente: l’Area livornese ne ospita quasi un quarto del totale e l’Area grossetana poco più di un quinto. Con un peso del 13,2%, il terzo Sel per numerosità è l’Albegna-Fiora, territorio che, assieme alla Val di Cecina (12,4%), supera la soglia dei dieci punti percentuali. Arcipelago toscano (6,8%) e Amiata grossetano (4%) sono i Sel storicamente meno dotati.

Durante l’anno sono state 3.035 le nuove imprese iscritte al Registro camerale (Grosseto 1.349, Livorno 1.686) ed al contempo ne sono state cancellate 3.251 (Grosseto 1.393, Livorno 1.858), per un saldo negativo di 216 unità, valore lievemente peggiore rispetto al -166 del 2024. Considerando i settori di maggiori dimensioni numeriche, il 2025 si caratterizza per una sostanziale stazionarietà delle costruzioni (+0,1%) e delle imprese operanti nel turismo (attività di alloggio e ristorazione, -0,1%). Ad una blanda contrazione del Primario (-0,4%) si affiancano quelle, più marcate, del manifatturiero (-1,8%) e del commercio (-2,5%).

Secondo le stime formulate, le attività produttive nell’area di interesse nel 2025 hanno generato una ricchezza che supera i 16 miliardi di euro a prezzi correnti, il 2% in più rispetto al 2024, variazione di poco inferiore alla media regionale e nazionale (+2,3% in entrambi i casi).

Nel 2025 Livorno ha contribuito alla determinazione della ricchezza prodotta sull’insieme dell’area d’interesse camerale con una percentuale inferiore allo scorso anno, ovvero per il 61,8% (circa 10 miliardi di euro calcolati a prezzi correnti), mentre Grosseto incide sul totale d’area per il restante 38,2% (6 miliardi di euro), accrescendo il suo peso nella determinazione del valore aggiunto d’area. In termini reali, tuttavia, il valore aggiunto è rimasto praticamente fermo (+0,1% per Livorno e -0,2% per Grosseto), e con esso i redditi reali.

A fine 2024 la popolazione residente a Grosseto scende sotto quota 215 mila e diminuisce dello 0,66% in termini relativi mentre i livornesi sono ormai poco più di 324 mila e si sono assottigliati dello 0,60%. Questo "inverno demografico" si traduce in una progressiva riduzione della popolazione in età attiva e in un mismatch occupazionale senza precedenti: quasi un candidato su due (il 43,3% a Livorno e il 48,7% a Grosseto) risulta introvabile per le imprese. 

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