Tipo di prodotto: Rapporto annuale
Periodo di riferimento: 2025
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: www.inps.it/it/it.html
L’Inps pubblica il suo XXV Rapporto annuale, che offre una fotografia del sistema pensionistico pubblico in Italia e un quadro dei risultati ottenuti e delle iniziative dell’Istituto previdenziale nel 2025.
Nel rapporto si legge che nel 2025 gli assicurati Inps (cioè l’insieme di tutti i lavoratori, dipendenti e indipendenti, che effettuano i versamenti previdenziali) raggiungono la quota record di 27,2 milioni, con un incremento di 244 mila unità su base annua e di 1,7 milioni (+6,8%) rispetto al periodo precedente alla pandemia. Tra il 2019 e il 2025 ad aumentare sono principalmente i lavoratori extra Ue (+35,5%), i giovani fino a 34 anni (+12,4%), le donne (+7,8%).
Sul fronte salariale, si registra una dinamica espansiva nel periodo post pandemico: la retribuzione media annuale lorda dei lavoratori dipendenti, di 27.649 euro, è in crescita del 14,5% rispetto al 2019 e del 3,6% rispetto all’ultimo anno. L'aumento, determinato dalla maggiore continuità e intensità lavorativa, non permette tuttavia di recuperare gli effetti della crescita dell'inflazione accumulata nel 2022-2023.
Analizzando le prestazioni pensionistiche nel contesto del processo di invecchiamento della popolazione, si osserva che il numero dei pensionati è stabile, pari a 16,4 milioni, di cui il 96% percepisce una prestazione Inps. Sono stati liquidati circa 1,5 milioni di nuovi trattamenti, un dato in calo dell’1,8% rispetto al 2024. Cresce la componente assistenziale delle prestazioni, in particolare l’indennità di accompagnamento, il cui stock è più che raddoppiato tra il 2002 e il 2026, da circa 1 milione a quasi 2,2 milioni, dato che riflette l’aumento della popolazione anziana e molto anziana.
Nel 2025, inoltre, aumenta ancora l’età media alla decorrenza delle pensioni di vecchiaia e anticipate dei lavoratori dipendenti, che è pari a 64,7 anni rispetto ai 64,5 del 2024, per effetto della graduale transizione verso il sistema contributivo, che spinge i lavoratori a rimanere più tempo al lavoro per aumentare l’assegno pensionistico, e delle conseguenze dell’innalzamento del limite ordinamentale nel pubblico impiego. Emerge anche il fenomeno crescente dei pensionati che continuano a lavorare, a testimonianza di una relazione sempre più fluida tra attività lavorativa e pensionamento.
Riguardo alle famiglie, l'analisi conferma l'importanza delle misure economiche a sostegno della natalità e alla genitorialità. L’Assegno unico e universale ha raggiunto nel 2025 un tasso di copertura di quasi il 95%, con effetti positivi sulla probabilità di avere un secondo figlio per alcuni gruppi della popolazione, il tasso di utilizzo del Bonus asilo nido è passato dal 4% nel 2017 a oltre il 35% nel 2025.
Infine, si rafforza il ruolo dell'Inps come istituzione capace di accompagnare le persone lungo tutte le fasi della vita, trasformando i valori guida (centralità della persona, responsabilità sociale, equità, integrità e innovazione) in azioni concrete. In questa direzione sono rilevanti le innovazioni dell’Istituto che riguardano la digitalizzazione dei servizi, come il Portale Inps per i giovani e il Portale della famiglia e della genitorialità. Nel 2025, il primo ha registrato 3 milioni di visite mentre il secondo, che in un unico spazio digitale raccoglie oltre 40 prestazioni Inps e circa 300 servizi di altre Pubbliche amministrazioni, ha superato 500 mila accessi in quattro mesi, con un dato triplicato rispetto alla fase precedente.
La pubblicazione è corredata da una appendice statistica e da infografiche.


