Il Terzo Settore in Emilia-Romagna

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La Regione ha pubblicato il secondo rapporto

Tipo di prodotto: Rapporto statistico
Periodo di riferimento: 2023-2026
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: https://sociale.regione.emilia-romagna.it/novita/prodotti-editoriali/2026/

Il Rapporto sul Terzo settore in Emilia-Romagna, curato dalla Regione, è basato principalmente su dati di fonte ufficiale e intende fornire una base conoscitiva aggiornata a supporto della program­mazione territoriale. Accanto alle dimensioni organizzative, sociali e occupazionali del comparto, il rapporto dedica attenzione anche agli strumenti che concorrono alla sostenibilità economica e al rafforzamento della capacità organizzativa e progettuale degli enti. La pubblicazione approfondisce inoltre le misure pubbliche rivolte alle strutture di rappresentanza e servizio, alle reti associative e alla progettazio­ne locale, e il più ampio coinvolgimento degli Enti riconosciuti del terzo settore (Ets) nell’attuazione delle politiche regionali.

Il Terzo settore richiede l'utilizzo di varie fonti statistiche per la natura estremamente articolata che lo connota, il perimetro di osservazione più ampio è quello del Censimento permanente delle Istituzioni non profit Istat, che rileva l’insieme delle organizzazioni private senza scopo di lucro, indipendentemente dall’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore. In questa definizione rientrano associazioni, fondazioni, cooperative sociali, comitati e altri organismi non profit, compresi soggetti non iscritti al Runts o non qualificabili formalmente come Enti del terzo settore (Ets). 

In generale secondo gli ultimi dati del Censimento permanente delle Istituzioni riferiti al 2023, in Emilia-Romagna sono attive 27.500 istituzioni non profit, pari al 7,5% del totale nazionale e al 33,9% di quelle presenti nel Nord-Est. I lavoratori dipendenti occupati nel Terzo settore sono 89.214, valore che colloca la regione al terzo posto in Italia per occupazione nel non profit, dopo Lombardia e Lazio, con il 9,4% dei dipendenti nazionali del settore.

In particolare, l’Emilia-Romagna presenta circa 62 istituzioni non profit ogni 10 mila abitanti, molto più marcato è invece il profilo occupazionale: i dipendenti sono 200,7 ogni 10 mila abitanti, valore superiore sia alla media del Nord Est sia a quella italiana. Sul piano giuridico, il non profit emiliano-romagnolo resta fortemente associativo: le associazioni riconosciute e non riconosciute nel 2023 sono 22.874 e rappresentano l’83,2% delle istituzioni censite. Tuttavia, il principale bacino occupazionale è costituito dalle cooperative sociali, che pur rappresentando il 3,1% degli enti concentrano il 70,1% dei dipendenti del non profit regionale, una quota nettamente superiore alla media nazionale.

Secondo i dati del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), inoltre, a giugno 2026, in Italia risultano iscritti 149.011 Enti del Terzo settore (Ets), in crescita rispetto ai 136,7 mila censiti un anno prima (+9,0% circa). Di questi, 12.079 hanno sede in Emilia-Romagna, pari all’8,1% del totale nazionale, in crescita rispetto agli 11.267 che risultavano iscritti a giugno 2025 (+7,2%). La regione si colloca così al terzo posto nella graduatoria nazionale per numero di enti, dopo la Lombardia (21.316 enti, 14,3%) e il Lazio (13.378 enti, 9,0%). La distribuzione delle attività dichiarate dagli Ets emiliano-romagnoli conferma la forte vocazione culturale, educativa, partecipativa e comunitaria del Terzo settore regionale. L’attività più ricorrente è rappresentata dalle attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, indicate dal 68,6% degli enti. Al secondo posto si collocano le attività di educazione, istruzione e formazione professionale, presenti nel 32,6% degli enti. 

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