Disagio educativo, dispersione e abbandono scolastico a Prato

Il Comune pubblica il rapporto 2026

Tipo di prodotto: Rapporto
Periodo di riferimento: 2024 
Anno di edizione: 2026
Disponibile su: https://statistica.comune.prato.it/

 

L’Ufficio statistica del Comune di Prato pubblica il Rapporto 2026 sul disagio educativo, insuccesso, dispersione e abbandono scolastico.

Prato è una città internazionale e dinamica. Al 31 dicembre 2024 è la provincia con la più alta percentuale di residenti stranieri d’Italia (23% nella provincia, 27% nel Comune di Prato) e un minorenne su tre ha una cittadinanza estera. Nove minori stranieri su dieci, comunque, sono nati in Italia, quasi sempre a Prato.

La partecipazione al lavoro è alta e la disoccupazione tra le più basse della regione, la percentuale di Neet - giovani inattivi, fuori per scelta o per necessità dai circuiti formativi e lavorativi – è, nel 2024, significativamente inferiore la media regionale (7% Prato, 11% la media Toscana, 15% la media nazionale).

Il contesto educativo, invece, evidenzia criticità: la quota di diplomati tra la popolazione di 25-64 anni si ferma al 50%, 18 punti sotto alla media regionale e 17 sotto quella nazionale; la percentuale di laureati tra la popolazione di 25-39 anni corrisponde al 23% e in Toscana l’indicatore segna 33% (in Italia corrisponde al 31%).

Lo studio dei percorsi scolastici individuali ha rilevato che la quota di studenti con almeno un anno di ritardo è alta e, soprattutto, vasto è il gap tra performance degli studenti con o senza cittadinanza italiana: alla scuola primaria la probabilità di accumulare almeno un anno di ritardo è per uno studente straniero pari al 13%, 6 volte quella degli studenti italiani, il differenziale sale a 7 volte alla scuola secondaria di I grado (32% gli studenti stranieri, 4% gli italiani) e si riduce a 3 volte alla secondaria superiore, laddove, tuttavia, la probabilità di non essere in pari con gli studi sconta l’effetto di una partecipazione scolastica ridotta e riguarda, comunque, oltre la metà degli  iscritti stranieri (54%). L’analisi di una coorte di iscritti alla scuola secondaria di II grado negli aa.ss. 2020/21-2023/24, inoltre, ha evidenziato che la probabilità di non diplomarsi o, comunque, di non farlo nei tempi regolari corrisponde al 71% per gli studenti con cittadinanza estera rispetto al 31% dei compagni italiani.

Il ritardo rappresenta una manifestazione esplicita dell’insuccesso scolastico, che, tuttavia, a Prato incontra un’espressione ancora più critica nell’abbandono precoce. La percentuale di studenti che abbandonano definitivamente la scuola senza aver ottenuto una qualifica professionale oscilla a Prato tra il 3% e il 6% (a seconda di quanti studenti completano i percorsi attraverso l’offerta formativa territoriale oppure in altre regioni d’Italia).

Il momento critico dell’abbandono coincide con il sedicesimo anno di età, quando si realizza l’adesione all’obbligo dei dieci anni di istruzione, restando, tuttavia, completamente inevaso l’obbligo formativo. La probabilità di abbandonare precocemente gli studi è particolarmente elevata per gli studenti stranieri: alla scuola secondaria inferiore capita al 5% degli iscritti contro il 3% degli italiani e al ciclo superiore coinvolge il 14% degli studenti stranieri rispetto al 4% degli italiani. In termini assoluti, comunque, il numero di studenti precocemente esclusi dai circuiti educativi è egualmente ripartito tra cittadini italiani e stranieri, segno che l’esclusione educativa è un fenomeno multidimensionale, che si nutre di un disagio profondo e trasversale alla società.

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