Stima anticipata del Pil e delle principali grandezze macroeconomiche in Trentino

L’Ispat presenta i dati riferiti al 2025

Il nuovo report predisposto dall’Ispat presenta la stima della dinamica dei principali aggregati economici per il Trentino per l’anno 2025. Gli aggregati presi in considerazione sono: il prodotto interno lordo (Pil), i consumi finali interni, gli investimenti, l’interscambio commerciale e il valore aggiunto macrosettoriale.

Il quadro macroeconomico globale del 2025 si è inserito in un contesto di spiccata incertezza, alimentato da frammentazioni di mercato e tensioni geopolitiche. Ciononostante, l’economia mondiale ha confermato una crescita in linea con l’anno precedente (+3,4%). L'andamento delle principali aree economiche è stato tuttavia disomogeneo, con l’Eurozona che ha mostrato maggiore debolezza (+1,4%). In Italia il Pil ha registrato un incremento in termini reali dello 0,5%, evidenziando una decelerazione rispetto allo 0,8% del 2024. La crescita è stata sostenuta dai consumi delle famiglie (+1%) e, soprattutto, dagli investimenti fissi lordi (+3,5%); la domanda estera netta, invece, ha penalizzato la crescita complessiva, a causa di un incremento delle importazioni in volume (+3,6%) nettamente superiore a quello delle esportazioni (+1,2%).

Nonostante un contesto macroeconomico incerto, l’economia provinciale nel corso del 2025 ha proseguito la sua fase espansiva. La crescita stimata del Pil è dello 0,5% in termini reali (+2,7% in termini nominali), in linea con la media italiana. In termini di livello, il Pil provinciale sfiora i 27 miliardi di euro, con un incremento di quasi 6 miliardi di euro rispetto al 2019.

Nel corso del 2025 i consumi hanno continuato a crescere (+1,3%) grazie soprattutto alla vivacità dei consumi turistici (+3%) che hanno compensato la crescita moderata della domanda delle famiglie residenti (+0,7%).

L’andamento del commercio estero nel 2025 è stato caratterizzato da una fase di flessione (in valori nominali -3,3% delle esportazioni). La contrazione, che è stata diffusa sui tutti i principali mercati di sbocco, è attribuibile a fattori esterni significativi, tra cui la perdurante debolezza della domanda in Germania, l’introduzione di nuovi dazi sul mercato statunitense e le tensioni geopolitiche globali. La dinamica delle importazioni (+2,8%) evidenzia invece come la domanda interna e l’approvvigionamento delle imprese trentine abbiano mostrato una certa resilienza. La bilancia commerciale della provincia si conferma strutturalmente in avanzo con un surplus di 1,74 miliardi di euro.

Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto della manifattura è risultato in flessione (-1,1%) a causa della debolezza dell’attività produttiva e del rallentamento del commercio mondiale; in calo anche l’agricoltura (-1%), nonostante il contestuale aumento della produzione. Nelle costruzioni, il rallentamento del residenziale privato, penalizzato dal taglio dei bonus edilizi, è stato controbilanciato dalle opere pubbliche provinciali, che hanno garantito la tenuta dei livelli produttivi; il valore aggiunto del settore è stimato in crescita dell’1,8%. Il settore dei servizi ha svolto un ruolo di stabilizzatore per l’economia trentina, registrando una crescita stimata intorno allo 0,8%, trainato anche dal diffuso incremento dei livelli occupazionali.

Categories
Provincia
Trento
Ti è stata utile questa pagina?
Back to top