L’Ufficio di statistica della Regione Friuli Venezia Giulia pubblica un aggiornamento del report che analizza periodicamente lo scenario socioeconomico regionale, fornendo anche previsioni sull’evoluzione dei principali indicatori regionali e confronti con la realtà nazionale.
Nel documento si legge che, nel 2025, il Pil regionale è stimato in 47,7 miliardi di euro in valori correnti (+0,5% rispetto all’anno precedente), pari a 40 mila euro per abitante. Tra le componenti della domanda, la voce principale è costituita dai consumi delle famiglie (29,1 miliardi di euro); seguono le esportazioni (20,3 miliardi) e gli investimenti fissi lordi (10,7 miliardi). Rispetto al 2024, la domanda aggregata cresce in termini reali grazie, in particolare, al contributo degli investimenti fissi lordi (+2,3%) anche se tutte le componenti risultano in aumento. Nel 2025, gli occupati sono 527.590, dato stabile rispetto al 2024 ma pari a quasi 20 mila unità in più (+3,9%) se confrontato con il periodo prepandemico individuato nell’anno 2019. Specularmente si registra una riduzione della disoccupazione di quasi 8 mila unità rispetto 2019. Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto dell’intera economia aumenta leggermente (+0,4%). A livello settoriale, si conferma rilevante il contributo delle costruzioni, il cui valore aggiunto aumenta del 2,7% raggiungendo i 2,4 miliardi di euro. Nell’industria si rileva un aumento dello 0,6% mentre il valore aggiunto attivato dai servizi rimane sostanzialmente stabile, attestandosi a 29,4 miliardi di euro Il reddito disponibile delle famiglie, infine, aumenta del 2,6%.
La dinamica prevista per il Pil regionale è positiva, con una stima di crescita dello 0,4% per il 2026, sostenuta principalmente dalla domanda estera (+2,5%), dagli investimenti (+1,3%). Il Pil regionale è atteso mantenersi su un incremento dello 0,4% anche nel 2027, con un rafforzamento dei consumi delle famiglie (+0,7%), a fronte di una più debole crescita degli investimenti (+0,4%). Le importazioni sono previste aumentare dell’1,3% nel 2026, per poi registrare una contrazione dello 0,5% nel 2027, mentre il contributo delle esportazioni continuerebbe a risultare positivo (+2,4%). Il reddito disponibile delle famiglie è previsto diminuire dello 0,1% nel 2026, per poi tornare a crescere dello 0,9% nel 2027. Nel mercato del lavoro proseguirebbe la fase di miglioramento, seppure con intensità contenuta, con un aumento delle unità di lavoro totali pari allo 0,4% nel 2026 e 0,3% nel 2027. Per quanto riguarda i settori produttivi, il valore aggiunto dell’industria rimarrà pressoché stabile (+0,2%); incrementi leggermente superiori sono previsti per costruzioni e servizi (+0,4%) e agricoltura (+0,6%).


