L’Istituto studi e ricerche della Cciaa Toscana Nord-Ovest presenta una nota sul commercio estero a Lucca, Massa-Carrara e Pisa nel primo semestre 2026.
Nel primo semestre 2026 le esportazioni delle province della Toscana Nord-Ovest hanno raggiunto i 6.373 milioni di euro, in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 10,9% rispetto al primo semestre 2024. La forte crescita è però quasi interamente spiegata dall’eccezionale risultato di Massa-Carrara (+74,9%), determinato soprattutto dall’impennata dell’export della meccanica. Lucca registra una flessione del 2,4% e Pisa una crescita dell’1,3%. Escludendo questo comparto apuano, l’export dell’area sarebbe infatti diminuito dello 0,3%.
Nei primi sei mesi del 2026 l’export dalla provincia di Lucca si è attestato a 2 miliardi e 715 milioni di euro, segnando una flessione del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. A determinare il segno negativo è stata soprattutto la cantieristica navale che, pur restando di gran lunga il primo settore provinciale, perde il 13,9% sottraendo, da sola, 3,4 punti percentuali alla variazione complessiva, insieme al comparto cartario nel suo insieme, sceso dell’11%, e alle macchine per impieghi speciali in flessione del 6,9% nei primi sei mesi dell’anno. In direzione opposta hanno agito i medicinali e preparati farmaceutici, raddoppiati rispetto al primo semestre 2025, che da soli hanno aggiunto 2,9 punti percentuali alla variazione complessiva, insieme alle buone prove delle apparecchiature di cablaggio e dei metalli non ferrosi, entrambe in crescita di circa il 20%. Le importazioni della provincia di Lucca sono invece tornate a crescere nello stesso periodo, seppure di poco (+1,4%), con un valore complessivo di un miliardo e 206 milioni di euro. La Francia si conferma la prima destinazione dei prodotti lucchesi e rafforza la propria posizione concentrando il 15,6% dell’export provinciale con 422,5 milioni di euro, in crescita del 7,2%. Gli Stati Uniti si mantengono al secondo posto con 286,5 milioni (+5,5%); terza la Germania, in lieve arretramento a 232,7 milioni (-3,2%).
I dati relativi al primo semestre 2026 hanno evidenziato una crescita del 74,9% delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini assoluti, l’incremento è stato di circa 809 milioni di euro, portando il valore complessivo dell’export a circa 1 miliardo e 890 milioni. Come spesso accade nel territorio apuano, il risultato complessivo è fortemente condizionato dal comparto della meccanica che rappresenta oltre il 72% del totale delle vendite estere provinciali. Sul fronte delle importazioni il dato si è confermato negativo. Il valore degli acquisti dall’estero della provincia di Massa-Carrara scende a 458,3 milioni dai 501,4 milioni di euro del primo semestre 2025, registrando una diminuzione di circa 43 milioni di euro (-8,6%). Gli Stati Uniti, con un’incidenza del 40,3% sul totale, si confermano ampiamente il primo mercato di sbocco per le aziende apuane, seguiti a distanza dalla Cina (11,3%) e dagli Emirati Arabi Uniti (6,2%). Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono balzate a oltre 760 milioni nel primo semestre 2026 (+336,5%) grazie alla meccanica.
Nel primo semestre del 2026 l’export della provincia di Pisa è tornato a crescere, sia pure in modo lieve, interrompendo il rallentamento avviato nel 2024. Le esportazioni si attestano a 1 miliardo e 769 milioni di euro, in aumento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il comparto dei cicli e motocicli si conferma il primo settore provinciale per valore assoluto, con una quota del 21,2% sull’export complessivo, e nel primo semestre 2026 attenua la flessione rilevata negli ultimi due anni. Le esportazioni corrispondono a 374,3 milioni di euro, in calo del 3,5% rispetto ai 388 milioni del 2025. Le importazioni della provincia di Pisa registrano una lieve diminuzione dell’1,5% rispetto al primo semestre del 2025, con un controvalore attestato a un miliardo e 134 milioni di euro. L’Europa si conferma il principale mercato di sbocco dell’export pisano con il 71,7% delle vendite. La Germania è al primo posto con 221,1 milioni di euro, un valore in flessione contenuta dell’1,3% dopo il calo dell’11% registrato un anno fa. Al secondo posto la Francia, tornata a crescere del 3,5% fino a 214,9 milioni mentre l’Austria consolida il terzo posto (168,4 milioni, +4,5%).


