Il commercio con l’estero a Grosseto e Livorno

La Cciaa Maremma e Tirreno pubblica i dati del I semestre 2026

Il Centro studi e ricerche della Camera di commercio Maremma e Tirreno diffonde un report sul commercio con l’estero nelle province di Grosseto e Livorno nel primo semestre 2026.

In Toscana, i quasi 44 miliardi di prodotti esportati nel semestre rappresentano il 23,8% in più su base tendenziale ed i quasi 30 miliardi importati certificano una crescita di quasi 8 punti percentuali. Il saldo commerciale con l’estero raggiunge i +14,2 miliardi di euro, a fronte dei +8 della prima metà 2025.

Per la provincia di Grosseto si calcolano variazioni negative in entrambe le direzioni, più evidenti per le esportazioni (178 milioni di euro, -18%), che per le importazioni (133 milioni, -7%). Il saldo commerciale è pari a +44,8 milioni di euro (erano +73,5 a metà 2025) ed il grado di copertura delle esportazioni passa dall’1,51 del primo semestre 2025 all’1,34. Le importazioni grossetane riguardano principalmente il settore manifatturiero (90% del totale), mentre solo in maniera marginale l’estrattivo (6,3 milioni di euro, cresciuto di oltre 20 volte in un anno) ed il primario (4,9 milioni, -23% tendenziale). Gli acquisti all’estero di prodotti manifatturieri ammontano a 120 milioni di euro, cifra in lieve calo su base tendenziale (-4,2%). Da un lato si rileva la crescita dei mezzi di trasporto (+20%) e delle sostanze e prodotti chimici (+120%), dall’altro si registra una flessione per i prodotti alimentari, bevande e tabacco (-11%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (-11%, dopo l’exploit messo a segno nel primo semestre 2025).

Livorno chiude il semestre con un’evidente riduzione del valore importato (2,9 miliardi di euro, - 12%) ed un’ottima crescita di quello esportato (1 miliardo, +15%). Come si vedrà meglio più avanti, tutto ciò è dovuto ad un’unica tipologia di merce, quella degli autoveicoli. Il saldo commerciale livornese si attesta sui -1,9 miliardi di euro, in miglioramento rispetto a dodici mesi prima; il grado di copertura delle esportazioni passa dallo 0,27 del primo semestre 2025 allo 0,35 attuale. Storicamente le importazioni livornesi si concentrano nei prodotti estrattivi ed in quelli delle attività manifatturiere, ed il semestre in esame non fa eccezione, dato che messe assieme tali voci costituiscono quasi il 98% del totale provinciale. La restante parte è riconducibile soprattutto al primario, il cui valore sfiora i 47 milioni di euro e risulta in ottima crescita tendenziale (+22%). L’import del settore estrattivo è valso 1,6 miliardi di euro (+6.1%), cifra quasi completamente imputabile alla voce gas naturale.  L’import manifatturiero mostra un’ampia flessione tendenziale (-28%), attestandosi a 1,3 miliardi di euro, mezzo miliardo in meno rispetto al primo semestre 2025. Tale flessione è in pratica attribuibile ai mezzi di trasporto, che subiscono un crollo (325 milioni di euro, -57%). Le importazioni degli altri comparti a maggiore incidenza crescono tutti (sostanze e prodotti chimici +14%, Metalli di base e prodotti in metallo +3,1%, Legno e prodotti in legno; carta e stampa +1,8%) con la sola eccezione del Coke e prodotti petroliferi raffinati, che subisce un dimezzamento (-51%).

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