La Regione Toscana pubblica nella sezione Informazioni statistiche un report sui flussi negli esercizi ricettivi della regione.
Nel report, basato su dati Istat, si legge che, al netto delle locazioni imprenditoriali e non, nel 2023 sono poco più di 16.700 le strutture ricettive che offrono ospitalità in Toscana. La composizione dell’offerta è quella consolidata da tempo, col comparto extra-alberghiero che assorbe l’84% delle strutture e il 68% dei posti letto; solo nelle località termali oltre la metà dei posti letto è riconducibile all’offerta alberghiera (61%). Il tasso di ricettività è di circa 155 letti su 1.000 abitanti.
Sono oltre 14 milioni e 600 mila gli arrivi registrati nel 2023 e quasi 46 milioni le presenze. Sebbene il confronto col 2022 restituisca un incremento di arrivi del 13% e di presenze del 7%, queste ultime non sono ancora tornate ai livelli pre-pandemici. Rispetto al 2019, infatti, si registra un calo del 5%, eccezion fatta per le presenze straniere nelle strutture extra-alberghiere, che crescono del 9%. Quello dell’agriturismo è sicuramente il sistema trainante, col 20% in più di stranieri rispetto all’anno pre-Covid e un incremento di presenze nazionali del 13%.
Con riferimento ai paesi esteri da cui, da anni, proviene la maggioranza degli stranieri che visita la Toscana, per turismo, affari, benessere, sport o altro, Cina e Russia escono dalla graduatoria dei primi dieci, con una contrazione delle presenze, rispetto al 2019, rispettivamente del 65% e del 77%. Nel 2023, i turisti americani, che rappresentano il 15% della componente straniera in Toscana, crescono rispetto al 2022 del 35%, ma fanno registrare anche un +20,5% rispetto all’anno pre-pandemico.
Città d’arte e comuni balneari, infine, si confermano le località più frequentate da chi arriva e pernotta in Toscana, col 77% di arrivi e presenze (oltre il 50% degli arrivi si concentra nelle città d’arte).


